“Demonic” non convince, ma incuriosisce. Difficile consigliarlo agli amanti del genere, come agli spettatori occasionali, ma chi segue la carriera del cineasta sudafricano dovrebbe comunque concedersi la visione, che sarà sicuramente più interessante che piacevole.
Nel primo film Krasinski rivelò essere particolarmente dotato dietro la macchina da presa, costruendo abilmente tensione e conferendo una eleganza classica alla pellicola. Con questo secondo capitolo si confermano le qualità del regista/attore che riescono nuovamente a stupire.
Il film dei registi romani, seppur fin troppo attento a evitare sbavature ed eccessi, propone una visione lucida su luoghi e personaggi, capace d’immergere lo sguardo negli anni sessanta alternativi in cui si muovono il protagonista Diabolik, la femme fatale Eva Kant e l’ispettore Ginko.

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