Fruito per come è stato pensato, come costola della serie televisiva, "The Witcher: Nightmare of the Wolf" assume più compattezza e compiutezza, per tutti coloro che non hanno visto la serie tv rimane una visione blanda e trascurabile.
In "Don't Look Up" le risate, per lo più amare, non mancano, la satira, presente ma meno tagliente dei suoi lavori precedenti, fanno di questa ultima fatica un film sulla deriva della società attuale, così in movimento eppure tanto statica
“Virus Letale” paga un’eccessiva lentezza del racconto, che però è ben nascosta grazie alle interpretazioni degli attori, Dustin Hoffman in inedita versione militaresca su tutti.
“Demonic” non convince, ma incuriosisce. Difficile consigliarlo agli amanti del genere, come agli spettatori occasionali, ma chi segue la carriera del cineasta sudafricano dovrebbe comunque concedersi la visione, che sarà sicuramente più interessante che piacevole.
"Matrix Resurrections" è una corsa contro l’immaginario collettivo creatosi attorno alla trilogia della matrice, ma anche un abbraccio sentito a tutti coloro che nel corso degli anni non hanno mai smesso di guardare oltre la mera superficie produttiva di un falso mito contemporaneo.
Era ora! È proprio il caso di urlarlo visto che dopo due film abbastanza deludenti, con “Spider-Man: No Way Home” ritroviamo finalmente il supereroe che il pubblico merita di vedere sul grande schermo.
Il film dei registi romani, seppur fin troppo attento a evitare sbavature ed eccessi, propone una visione lucida su luoghi e personaggi, capace d’immergere lo sguardo negli anni sessanta alternativi in cui si muovono il protagonista Diabolik, la femme fatale Eva Kant e l’ispettore Ginko.
"No Time to Die" riflette sugli stereotipi che da sempre accompagnano la spia britannica e lentamente inizia a distruggerli.
Con "Cry Macho" Eastwood riesce nuovamente a sottolineare la bellezza di un cinema scevro da effetti speciali ed espedienti narrativi pianificati dall’ufficio marketing piuttosto che dal team creativo.

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8 0

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7 0

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Rewind

“Eyes Wide Shut” racconta la storia di un medico newyorkese in cima al sogno americano, possiede soldi, fama, una bellissima moglie ed una famiglia senza problemi. Nella sua mano destra ha le sicurezze della sua vita e nella sinistra la possibilità di metterle in pratica, niente lo turba nemmeno quando si tratta di soccorrere qualcuno di nascosto per aiutare un amico. Una sera però durante una discussine con la moglie, in seguito ad una confessione di quest’ultima il dubbio di non aver più tutto in pugno inizia a farsi strada nel suo animo. Esce di casa per andare da un paziente deceduto e passerà una notte sospesa tra l’incubo e la realtà, una serie di eventi si metteranno sulla sua strada mentre nella sua mente la paura rode la sua immaginazione.

Cult

“Sospesi nel tempo” rimane un film unico nella filmografia del regista, ma anche nel cinema d’intrattenimento americano degli anni ’90. Una pellicola capace di lasciare il segno su chi la vide all’epoca e una sicura sorpresa per chi la scoprirà per la prima volta oggi, dopo più di vent’anni.

Il Film della settimana

“The Matrix” di Larry & Andy Wachowski (oggi Lana e Lilly), mette in scena un sapiente mix d’azione sci-fi ambientato in un futuro distopico e dalle forti influenze sia orientali che cyberpunk.

Top

Flop

Fruito per come è stato pensato, come costola della serie televisiva, "The Witcher: Nightmare of the Wolf" assume più compattezza e compiutezza, per tutti coloro che non hanno visto la serie tv rimane una visione blanda e trascurabile.
In "Don't Look Up" le risate, per lo più amare, non mancano, la satira, presente ma meno tagliente dei suoi lavori precedenti, fanno di questa ultima fatica un film sulla deriva della società attuale, così in movimento eppure tanto statica
“Virus Letale” paga un’eccessiva lentezza del racconto, che però è ben nascosta grazie alle interpretazioni degli attori, Dustin Hoffman in inedita versione militaresca su tutti.
“Demonic” non convince, ma incuriosisce. Difficile consigliarlo agli amanti del genere, come agli spettatori occasionali, ma chi segue la carriera del cineasta sudafricano dovrebbe comunque concedersi la visione, che sarà sicuramente più interessante che piacevole.

Il film della settimana

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