Il Patto dei Lupi

il-patto-dei-lupi-cinefilopigro
cinefilo_pigro_cult_articolo

“Il Patto dei Lupi” di Christophe Gans esce nel 2001, due anni dopo che il primo “Matrix” ha sconvolto le sinapsi di almeno metà popolazione del globo terrestre. Questa precisazione è piuttosto importante dato che questo film d’avventura con qualche venatura horror francese, si mette nella scia visiva inaugurata dall’avventura di Neo. La storia ambientata poco dopo la metà del 1700, racconta del massacro avvenuto nelle campagne del Gévaudan per opera di un animale feroce, che per la brutalità con cui assaliva le sue vittime fu battezzato “la bestia”. L’uso dell’esercito e dei cacciatori del luogo non furono sufficienti per fermare la creatura. A questo punto il Re di Francia Luigi XV decide di mandare a supporto delle forze locale il cavaliere Grégoire De Fronsac, assieme a lui un indiano conosciuto durante un viaggio in America di nome Mani. I due inseguiranno le tracce lasciate dalla bestia fino a scoprire la verità che si cela dietro ad essa. “Il Patto dei Lupi” parte da eventi storici, per creare una narrazione del tutto personale di quanto accadde, non curandosi più di tanto dell’attinenza al reale, ma spingendo pesantemente sul pedale della spettacolarità. Inizialmente precisavo come questo film sia in qualche modo debitore a “Matrix”, nonostante si tratti di un film in costume di produzione francese. Christophe Gans aveva già dimostrato con il precedente “Crying Freeman” di avere una capacità più che buona di rielaborazione di idee altrui. Nel film che raccontava la storia del killer che piange, il regista pescava a piene mani l’estetica dell’azione dai film di John Woo.

Il_patto_dei_lupi-cinefilo_pigro
Il_patto_dei_lupi-cinefilo_pigro
Il_patto_dei_lupi-cinefilo_pigro

Con “Il Patto dei Lupi” basta l’ingresso dei due protagonisti che avviene nei primi cinque minuti sotto una pioggia battente, per capire come il modello di riferimento per le sequenze di arti marziali sia derivato dalla pellicola degli allora fratelli Wachowski, così come il look dei protagonisti con questi cappotti in pelle dal bavero importante. Nessun problema dato che anche questa volta il regista francese non si limita alla replica (anche per via delle differenze di budget, quindi niente bullet time), ma si diverte ad elaborare attraverso la sua “poetica” quanto di buono fatto da altri. Il risultato è un film in costume in cui un francese ed un indiano rincorrono una bestia per fermarla e nel fare questo, il primo s’innamora della bella del posto, mentre il secondo è costretto a sobbarcarsi del lavoro sporco, ossia menare le mani all’occorrenza. Raccontato così sembra che “Il Patto dei Lupi” sia una enorme cavolata in costume, ed in effetti è proprio questo.

Il_patto_dei_lupi-cinefilo_pigro
Il_patto_dei_lupi-cinefilo_pigro

Gans è sicuramente un bravo tecnico prima che narratore e quindi non c’è da aspettarsi chissà quale approfondimento che riguardi eventi e personaggi, ma riesce però a tenere assieme una pellicola d’avventura con venature fantastiche capace d’intrattenere a dovere. Oggi, anno 2020, un film come “Il Patto dei Lupi” sembra quasi una rarità in un cinema costruito su trasposizioni di libri, fumetti, giocattoli, magliette e chi più ne ha più ne metta, dato che comunque rielabora in modo del tutto spettacolare una storia che affonda le sue radici nella realtà. Non ha la grazia di altre produzioni del genere, ma il divertimento è assicurato, anche per un’anima tamarra che via via si fa strada durante le due ore e venti di durata, che esplode sul finale dove i combattimenti sfoggiano armi di vario tipo che sembrano prese di peso da un qualsiasi manga giapponese. La computer grafica anche in questo caso è limitata al minimo indispensabile, ma a creare l’atmosfera ci sono le bellissime ambientazioni utilizzate. “Il Patto dei Lupi”, nonostante il suo essere derivato è comunque capace di crearsi una propria identità, che rende il film uno spettacolo molto più appassionante e divertente di quanto non sia lecito attendersi, in alcuni punti si potrebbe anche lanciare qualche timida riflessione riguardante il patto presente nel titolo, ma è meglio godersi la caciara e non ricercare troppi sottotesti.

7
10
Valido
il corvo
Successivo
Il Corvo

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.