Twister

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Correva l’anno 1996, quella che considero una delle più grandi rivoluzioni visive nel campo degli effetti speciali chiamata “Jurassic Park”, era ancora ben impressa sulle retine di migliaia di spettatori. I racconti di Michael Crichton stavano vivendo una seconda giovinezza e alla Amblin Entertainment, forti del precedente film a base di dinosauri, decidono di puntare su un’idea di questo per un altro film ad alto tasso di spettacolarità. Nasce così “Twister”, diretto dal Jan De Bont, che molti ricordano per l’adrenalinico “Speed”, ma sicuramente i più attenti sanno che il regista olandese si è fatto le ossa come direttore della fotografia per registi quali Paul Verhoeven (e già questo potrebbe essere un buon biglietto da visita), John McTiernan (“Die Hard” vi ricorda qualcosa?), Ridley Scott, Richard Donner e molti altri. “Twister” è il secondo vero successo di De Bont, che poi è finito per dirigere pellicole poco riuscite come “Speed 2” e altre semplicemente brutte come “The Haunting” o “Tomb Raider – La culla della vita”. Ma veniamo a noi, il film viene prodotto dalla Amblin con l’aiuto della Universal e Warner Bros, le quali avevano fiutato il potenziale dietro ad un disaster movie che mischiava sapientemente realtà e finzione.

“Twister” racconta le vicende di uno sparuto gruppo di meteorologi con specializzazione in cacciatori di tempeste, i quali trascorrono le loro giornate tentando di avvicinarsi il più possibile a dei tornado con lo scopo di analizzarli. La dottoressa Jo Harding (Helen Hunt perfetta nel ruolo) assieme al suo ex marito Bill Harding (Bill Paxton, attore sempre troppo sottovalutato) hanno progettato uno strumento chiamato Dorothy, capace di mappare la struttura interna di un tornado grazie a tutta una serie di sensori che vengono liberati all’interno dello stesso. Proprio nel giorno in cui Bill andrà con la nuova fidanzata da Jo per ritirare i documenti del divorzio, si ritroverà trascinato nuovamente in una folle corsa a caccia di tornado, ripercorrendo ricordi di un passato mai veramente abbandonato.

Adrenalina e stupore sono due termini che ben descrivono “Twister”, film che nonostante gli anni passati riesce ancora a intrattenere grazie a degli effetti visivi che mostrano il fianco solamente in rare occasioni, ad un impianto sonoro tutt’ora sbalorditivo e una storia lineare, semplice, con qualche banalità, ma che sa creare il giusto interesse e mantenerlo per tutta la sua durata. Jan De Bont ha dalla sua un cast ben selezionato, tra cui anche un Philip Seymour Hoffman sopra le righe e divertentissimo, che dirige senza particolari difficoltà, lasciando loro l’onere di dare spessore ai propri personaggi. Dove l’olandese da il meglio di sé è nella creazione delle spettacolari sequenze d’azione, che mescola sapientemente la computer grafica a riprese dal vivo. Di fatto i veri protagonisti del film sono i tornado e da questo punto di vista “Twister” non delude, ma anzi stupisce in più punti riuscendo a trasportare sullo schermo la maestosità e la minaccia di queste furie naturali. In “Twister” il “nemico” è imprevedibile e impossibile da sconfiggere, si può solamente scappare e cercare di mettersi in salvo di fronte all’imprevedibilità della forza naturale.

Non è quindi semplice creare la giusta tensione quando devi opporre a personaggi umani entità fisiche che di fatto non hanno caratterizzazione alcuna. Qui entra in scena il lato spettacolare, dove la computer grafica al servizio della narrazione, da forma a diversi tipo di tornado, creando situazioni atmosferiche dalle più semplice fino ad arrivare alle più complesse. La sceneggiatura mette in bocca ai protagonisti poche frasi ad effetto e molte spiegazioni scientifiche ridotte all’osso, ma capaci di trasportare nel giro di breve tempo lo sguardo dentro la gravità del tutto.“Twister” nel 1996 usciva nei cinema di tutto il mondo rivelandosi un successo commerciale secondo solo a quel “Indipendence Day”, che forte anche di una campagna di marketing molto più aggressiva e il sempreverde tema dell’invasione aliena, rubò il podio di campione del box office al film di Jan De Bont. “Twister” fu nominato agli Oscar del 1997 nelle categorie sonoro ed effetti speciali, dove però non portò a casa alcun premio, ma nonostante questo, ancora oggi rimane una pellicola d’intrattenimento da vedere a luci spente, volume altissimo e una cesta di pop corn.

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7.7
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