Povere Creature!

Povere Creature! – Oltre il corpo

Dopo aver assistito alla visione di “Povere Creature!”, l’ultima fatica cinematografica del regista greco Yorgos Lanthimos, non ho potuto fare a meno di pensare a un’affermazione di Tim Burton. In un’intervista concessa durante il backstage di “Sleepy Hollow“, Burton descriveva la mente di un bambino come una spugna assorbente, pronta a saturarsi con il tempo a tal punto da non essere più in grado di accogliere nuovi stimoli. Questo concetto sembra eco della condizione di Bella Baxter, la protagonista di “Povere Creature!”, la quale attraversa una straordinaria odissea personale che le consente di scrutare il mondo da una prospettiva insolita.

Povere Creature!

Bella è l’esito di un inquietante esperimento che l’ha trasformata in un’adulta dallo sviluppo mentale cristallizzato in una fase infantile, costringendola a imparare tutto ex novo, dall’articolare parole al muovere i primi passi, fino alla consapevolezza di sé e alla comprensione della società attorno a lei. Il film ci trasporta insieme a lei in un viaggio globale, alla scoperta di luoghi inimmaginabili, piaceri, emoziozi, portandoci ad analizzare la realtà da una prospettiva totalmente aliena.

Povere Creature!

Bella Baxter, incarnazione perfetta di ancestrali istinti, riesce a riflettere e a incantare nel corso del film. È uno spettacolo di crescita, scoperta e maturazione, che pone l’accento sull’importanza del sviluppo di un sé coeso e completo. L’emozione del nuovo in “Povere Creature!” è tangibile come le prime volte di Bella; tuttavia, questa innocenza iniziale si scontra con una dolorosa presa di coscienza sulla percezione della figura femminile in una società distorta.

Povere Creature!

Graziati da una maestosa bellezza visiva, gli eventi narrano una storia potente, che intreccia varie trame, immergendosi profondamente nella disamina della posizione femminile in una società maschile. Il viaggio di Bella in “Povere Creature!” trascina lo spettatore attraverso territori della conoscenza e della passione umana, affrontando la vita da una prospettiva inesplorata. Mentre intreccia una serie di relazioni significative, Bella si costruisce un’identità solida e multiforme sull’ascesa di una seconda chance nella vita, concessale dall’audacia scientifica del suo creatore – e padre, in un certo senso – Godwin Baxter (Willem Dafoe).

Povere Creature!

Il film, celebrato al festival del cinema di Venezia con il leone d’oro, avanza una critica incisiva e brutalmente onesta contro le convenzioni sociali e la superficialità di certi archetipi di potere. Lanthimos, anche in “Povere Creature!”, conferma la sua maestria nella regia, sebbene esistano dubbi sugli ambiti stilistici adottati (quell’ossessivo uso di lenti grandangolari ad esempio). Però, Emma Stone che incarna al meglio la protagonista, diviene la musa tramite la quale il cineasta proietta i propri messaggi, o forse la si potrebbe considerare a sua volta autrice della riuscita dell’intera pellicola.

Povere Creature!

“Povere Creature!”, rispetto alla precedente opera del regista “La Favorita”, si eleva da film d’autore a un prodotto orientato decisamente verso il grande pubblico mainstream, commensurabile con opere come “La forma dell’acqua” o “Oppenheimer“, unendo efficacemente l’intelletto creativo alla celebrazione visiva e al successo popolare. In definitiva, “Povere Creature!” rappresenta un’odissea sorprendente, attraverso il quale ci si immerge nella profondità e nell’intimità della vita di Bella Baxter. Il lavoro di Lanthimos invita lo spettatore a una riflessione intensa e significativa. Un’opera da non perdere, da guardare più di una volta per cogliere ogni sfumatura, ogni dettaglio che testimonia la bellezza e l’acutezza di questo film.

Dove Vedere Povere Creature!
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CONCLUSIONI
In "Povere Creature!", Bella Baxter si risveglia da un esperimento radicale con una mentalità infantile, aprendoci una finestra su un mondo visto con occhi puri. Attraverso la sua crescita, il film di Lanthimos esplora tematiche di identità e la condizione femminile, in una narrazione visivamente splendida e critica verso le convenzioni sociali.
3.5
VOTO
the beekeeper
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The Beekeeper

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