Glass Onion 

Glass Onion – Un seguito inaspettato

Non è semplice creare il seguito di una pellicola che ha riscosso enorme successo, ma con “Glass Onion – A Knives Out Mistery” il regista americano Rian Johnson, sottolineando ancor maggiormente il suo l’approccio giocoso al genere whodunit, riesce nell’intento. Troviamo nuovamente Daniel Craig nei panni del detective di fama internazionale Benoit Blanc, alle prese con un caso di omicidio che coinvolge un gruppo di amici invitati a trascorrere il fine settimana sull’isola privata del miliardario di turno. Se nel precedente “Knives Out” il cineasta americano giocava con il genere a tratti ammodernandolo, in questo seguito decide di decostruirlo facendo sicuramente infuriare i “puristi” dello stesso, regalando però un’opera nuovamente sfaccettata e assolutamente non banale. 

Glass Onion

La storia di “Glass Onion” prende il via da una scatola di legno, che il miliardario Miles Bron (Edward Norton) fa recapitare a casa dei suoi più fidati amici. Il parallelepipedo contiene un invito a partecipare a una cena con delitto, che si terrà nella sua isola privata in Grecia. C’è però un ospite inatteso, il famoso detective Benoit Blanc, il quale ha ricevuto un invito nonostante non ci sia mai stata intenzione da parte del miliardario di recapitarglielo. Blanc non ha dubbi, se è stato trascinato fin lì è perché uno degli ospiti ha intenzione di uccidere realmente Miles Bron. Inizierà così un’indagine per scoprire chi sia stato a trascinarlo in Grecia e perché voglia uccidere Bron. 

Glass Onion

Il gruppo di amici che si ritrovano alla corte del miliardario Miles Bron si fanno chiamare “I disgregatori”. Ma mentre quelle figure lo sono in apparenza è Rian Johnson a esserlo fino in fondo che con “Glass Onoin”, prende il whodunit e ne ricombina temporalmente gli stilemi divertendosi a dissacrarli e omaggiarli, trasformando il suo film in uno spettacolo elaborato e mai superficiale se non all’apparenza. Come in “Knives Out” ritroviamo un cast all star ad affiancare Craig, tra cui Kate Hudson, Dave Bautista, Kathryn Hahn, Janelle Monáe, Jessica Henwick e come nel precedente non manca una, per niente velata, critica verso l’attuale società troppo focalizzata sulle apparenze.

Glass Onion

Se Bron incarna il capitalismo che non ha problemi a distruggere qualunque cosa si frapponga tra lui e il proprio obbiettivo, la squadra di amici sono tutte figure che hanno rinunciato ai loro ideali e passioni per inseguire il successo personale, ottenibile però solamente tramite i finanziamenti del miliardario eccentrico di turno. Dalla politica riformista, all’influencer che vuole diventare giornalista, passando per la designer che finge di non sapere nulla sullo sfruttamento dei lavoratori nei paesi più poveri, i personaggi di “Glass Onion” sono tutti burattini nelle mani di qualcuno che li usa sempre e comunque per il proprio tornaconto.

Glass Onion

Il regista e sceneggiatore americano ha sicuramente la mano leggera e ironica nel criticare gli stereotipi della società attuale (nel precedente il tema cardine era l’immigrazione), ma non per questo risulta meno tagliente nel demolire i “nuovi idoli”. Dove “Glass Onion” taglia i ponti con il precedente e al momento stesso con il genere, sta nella messa in scena del racconto. Infatti, la classica struttura del giallo investigativo che vede nella maggior parte dei casi un prologo che funge da movente, la presentazione di personaggi e locazione dove si svolgono gli eventi, il crimine e la successiva indagine, per arrivare alla risoluzione finale, ecco tutto questo in “Glass Onion” è presente, ma non nella linearità appena descritta.

Glass Onion

Il film di Johnson prima schernisce lo spettatore indicandogli fin da subito chi sarà ucciso, in questo caso il miliardario Bron, salvo poi smentirsi da solo di minuto in minuto, aggiungendo strati su strati d’informazioni prima di arrivare a scoprire cosa nasconde quel ritrovo tra “amici”. Eppure nonostante il depistaggio continuo, Johnson un indizio per comprendere il meccanismo che si cela dietro all’avventura di Benoit Blanc, lo mette in bella mostra nei primi minuti della pellicola. Sarà un montaggio accorto degli eventi a complicare qualcosa che, come dice il protagonista: “E’ tutto in bella mostra”. Siamo quindi molto distanti dalle avventure moderne di Poirot, incapaci di ammodernare il personaggio di Agatha Christie, schiacciato dalla mancanza di ritmo e personalità.

Glass Onion

Il regista americano visto il successo di “Knives Out” avrebbe potuto applicare alla medesima struttura una nuova storia, realizzando una sorta di versione 1.5 della pellicola precedente. Invece con “Glass Onion” cambia completamente marcia pur rimanendo sulla stessa strada, ribadendo come le avventure di Benoit Blanc siano opere prima di tutto cinematografiche. Secondo capitolo di un’ipotetica trilogia, ma le storie del detective di fatto potrebbero continuare fino a quando le idee lo permettono, “Glass Onion” non solo conferma l’abilità del suo creatore, ma finisce per risultare un seguito si diverso, ma riuscito tanto quanto il primo episodio. Chi ha amato il precedente si divertirà anche con questo seguito che intrattiene con ritmo ed eleganza, senza essere inutilmente sofisticato o eccessivamente banale. 

Dove Vedere Glass Onion
Glass Onion A Knives Out Mystery
Glass Onion 
“Glass Onion” non solo conferma l’abilità del suo creatore, ma finisce per risultare un seguito si diverso, ma riuscito tanto quanto il primo episodio.
3
hulk
Precedente
Hulk

Top 3 ultimo mese