Inside Man

Inside Man – La miglior difesa è l’attacco

Spike Lee ritorna al cinema e con questo “Inside Man” lo fa nel migliore dei modi, dimenticandosi (in parte) di essere Lee e omaggiando i film di rapina e assedio che popolavano le sale cinematografiche nel ventennio ‘65-’85. La pellicola inizia in un imprecisato luogo di una imprecisata città ed il viso del protagonista che punta il suo sguardo dritto su di noi e si presenta, spiegandoci chi è, continua raccontandoci le sue intenzioni, spiegandoci quando vuole metterle in pratica, e poi ci lascia poco prima di farci capire il come.

Ed eccoci trasportati a New York nella filiale di una banca, mentre stiamo cercando un significato alle parole del rapinatore Dalton Russel (Clive Owen): “C’è una bella differenza tra lo stare in una cella e lo stare in prigione”, ci ritroviamo direttamente proiettati nel “come”. Da quel momento in poi assistiamo ad un negoziato tra il criminale e il poliziotto Keith Frazier (Denzel Wahington), ma tra loro si metteranno in mezzo esigenze politiche e personali note a pochi, perché all’interno di una delle cassette di sicurezza c’è qualcosa che deve rimanere nascosto.

inside

Spike Lee ritorna al cinema e lo fa nel migliore dei modi, dimenticandosi di essere Lee e omaggiando i film di rapina e assedio che popolavano le sale cinematografiche nel ventennio ‘65-’85.

“Inside Man”, titolo assolutamente appropriato ma di cui non è giusto addentrarsi molto nei perché per non rovinarvi la sorpresa, segna di sicuro una svolta nella carriera cinematografica del regista afroamericano, ma soprattutto dopo venti anni di altalenanti successi propone finalmente una pellicola adatta ad ogni tipo di pubblico, si leva in un colpo solo l’aurea di “regista socialmente impegnato” dirigendo un titolo d’intrattenimento, un thriller serrato con un cast all star e un budget di 50 milioni di dollari.

inside

E proprio mentre la visione del film procede ci rendiamo conto che l’uomo all’interno è il regista stesso che cambia il proprio registro a favore di un bacino di pubblico più vasto, ma non si dimentica del suo modo di fare cinema, non si scorda per nessuno millimetro di inserire i suoi tratti caratteristici all’interno di un genere a prima vista disimpegnato, dimostrando ancora una volta di essere un autore dal forte senso morale, civico ma soprattutto concreto e sincero nel suo modo di comunicare allo spettatore i propri punti di vista.

“Inside Man” infatti nei suoi 130 minuti inscena una rapina, un negoziato, la corruzione a diversi livelli sociali, e mostra delle istituzioni che nonostante un paese in rinascita, diffidano chiunque anche i cittadini stessi. “Inside Man” è un titolo azzeccato proprio perché da la possibilità di assegnarli vari significati oltre a quello visivo, che come detto prima non vi sveliamo per non rovinare sorprese, legati alla trama della pellicola. Chi è l’uomo dentro? Ma soprattutto perché lo fa? E se il come lo abbiamo visto è proprio il perché che rende riuscito l’ultimo lavoro di Lee.

inside

Per quale motivo Dalton Russel rapina una banca, per soldi, per smascherare un crimine, per ridicolizzare le istituzioni, insomma ci ritroviamo un sacco di punti interrogativi ai quali dare risposta, sempre se come il corrotto poliziotto, interpretato degnamente da Denzel Washington, vogliamo levarci le bende dagli occhi e vedere cosa c’è oltre la via della onestà e del moralismo facile.

“Inside Man” tratta tutti i temi cari al cinema di Spike Lee e lo fa in modo preciso e diretto senza mai essere retorico, ma proprio come colpi di pistola lui dissemina il film di messaggi mirati che spetta al pubblico pagante raccogliere o meno. “Inside Man” scava nell’animo di ogni uomo e dimostra ancora una volta che non sempre chi è nel giusto per forza di cose ha l’animo candido, ma soprattutto stampa a caratteri cubitali che non tutti i gesti estremi vengono compiuti per puro egoismo, a volte la miglior difesa è l’attacco, buona visione.

Dove Vedere Inside Man
Inside Man
Inside Man
7.8
Acquistalo su
Lady Vendetta
Successivo
Lady Vendetta