Harry potter e i doni della morte – Parte 1

Nell’ultimo capitolo della saga intitolato “Harry Potter e i doni della morte” ormai si entra nel vivo dello scontro tra le forze del bene e quelle del male. Il giovane Harry aiutato da Hermione e Ron si mettono alla ricerca degli Horcrux, oggetti che racchiudono l’anima di Voldemort per distruggerli cosi da indebolirlo. Allo stesso tempo mentre loro girano il globo per trovare e distruggere gli artefatti magici, l’oscuro signore prende possesso del ministero della magia ed inizia a sovvertire l’ordine nel mondo magico. Iniziano così i processi alle streghe e maghi mezzosangue, incarcerazioni ingiuste e giustizialismo spiccio, segnando così il ritorno ad un periodo buio che si pensava scongiurato.

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Durante la ricerca degli Horcrux, Harry e i suoi amici s’imbattono in uno strano simbolo formato da un triangolo e un cerchio inscritto in esso. I tre maghi scopriranno che tale effige è legata ai doni della morte, che sono una bacchetta invincibile (la bacchetta di sambuco), il mantello dell’invisibilità (donato a Potter dal padre) e la pietra della resurrezione. Ritrovarli darebbe loro un enorme aiuto per sconfiggere Voldemort, ma scopriranno presto che anche quest’ultimo è alla ricerca di tali oggetti e vuole impossessarsene prima che tutti gli Horcrux siano ritrovati e distrutti, rendendolo così vulnerabile ai suoi nemici.

“Harry Potter e i doni della morte – parte 1” risulta troppo spesso ridondante e attento a non omettere particolari nell’adattamento, ingigantendosi proprio nei momenti in cui dovrebbe essere più snello e scattante.

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Prima parte dell’ultimo capitolo della saga dalla titanica durata di quasi 150 minuti, sceneggiati nuovamente da Steve Kloves e diretti da David Yates. Il film è il primo tempo di un’opera unica, divisa in due metà probabilmente più per ragioni commerciali che narrative o produttive. Come i precedenti episodi anche questo è impreziosito da una confezione tecnica di gran classe, ma paga il prezzo di un racconto inutilmente diluito sullo schermo. Il regista inglese fatica a portare avanti questa colossale epopea finale, incontrando palesi difficoltà nel gestire tutti quei momenti che vorrebbero approfondire le dinamiche tra personaggi, finendo per risultare un riempimento che appesantisce la narrazione. Kloves sembra faticare più del solito a sintetizzare il materiale di partenza, scrivendo una sceneggiatura che non riesce a trovare il ritmo e tempi giusti per più di metà della sua durata.

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“Harry Potter e i doni della morte – parte 1” risulta troppo spesso ridondante e attento a non omettere particolari nell’adattamento, ingigantendosi proprio nei momenti in cui dovrebbe essere più snello e scattante. Dopo il finale de “Il Principe Mezzosangue” era lecito aspettarsi una pellicola che riprendesse le redini della storia proprio dove questa era rimasta sospesa, staccandosi dalla struttura narrativa che ha accompagnato fin qui il trio di amici. Purtroppo invece la coppia Yates-Kloves, invece di premere sull’acceleratore decidono di rallentare vistosamente tutto il racconto, per dargli nuovamente slancio nella parte finale, che però arriva veramente troppo tardi.

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“Harry Potter e i doni della morte – parte1” da film epilogo si trasforma in episodio di mezzo, curato e ben realizzato, ma che non riesce ad essere incisivo, se non appunto quando i protagonisti vengono a conoscenza dei doni annunciati nel titolo. Sarebbe stato sicuramente preferibile arrivare ai 180/200 minuti e realizzare un mastodontico kolossal fantasy, rinunciando alla parte 2, piuttosto di ritrovarsi con una pellicola che ha almeno una trentina di minuti di cui può tranquillamente fare a meno. Nonostante questo, Yates e Kloves riescono comunque a generare aspettative verso una chiosa finale presumibilmente epica e gigantesca, per portata narrativa e visiva.

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Harry potter e i doni della morte – Parte 1
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