Wonder Woman 1984

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Seguito del più fortunato che riuscito film diretto da Patty Jenkins “Wonder Woman 1984”, segna un deciso cambio di tono e anche soprattutto di pubblico. La storia vede Diana lavorare come curatrice della sezione archeologica di un museo a Washington DC, ma quando non è tra manufatti di civiltà perdute, compie azioni eroiche come Wonder Woman. Nonostante gli anni passati, lei non porta su di se i segni del tempo, ma dentro accusa ancora la perdita di Steve Trevor, amore della sua vita. Un giorno con la nuova collega Minerva analizzeranno un manufatto antico, che sembra possa esaudire i desideri di chi lo possiede. Diana desidererà inconsciamente di rivedere Trevor mentre Minerva di essere forte e affascinante come Diana. Entrambe scopriranno che la pietra dei desideri funziona, ma il prezzo da pagare perché questi vengano esauditi non è poca cosa. infatti il manufatto toglie lentamente i poteri a Diana e rende sempre più cattiva Minerva, cibandosi quindi degli aspetti migliori di ogni persona. La pietra, prima che possa essere distrutta, finirà nelle mani di Maxwell Lord, il quale desideroso di successo arriverà a distruggere gli equilibri mondiali, prima tra le nazioni e poi tra le persone. Diana, aiutata da Steve Trevor, si batterà per bloccare Maxwell Lord e allo stesso tempo affronterà Minerva, che non volendo rinunciare al suo desiderio dichiarerà guerra alla nostra eroina.

L’unico motivo di esistenza che ha “WW’84” è il suo essere un film per ragazzi prima ancora che un cinecomic e questo si riflette in ogni scelta di sceneggiatura e di regia

Patty Jenkins e Gal Gadot sono state elette salvatrici del mondo cinematografico dedicato all’adattamento degli albi della DC Comics con il primo “Wonder Woman”. Quel primo capitolo dedicata alle avventure dell’amazzone di Themyscira, incontro il favore del pubblico pur essendo un film non del tutto riuscito. Costantemente combattuto nei toni e nell’estetica, sia dell’azione che generale della pellicola, il precedente episodio si è comunque ritagliato un posto nel favore dei fan. Con questo “Wonder Woman 1984”, la regista, forte del precedente successo, ha sicuramente più margine di manovra ed il risultato è un film più compatto sul fronte narrativo, che miscela in modo migliore le, stranamente, poche sequenze d’azione che lo compongono, ma che è anche molto diretto ad un pubblico di giovanissimi, senza fare nulla per nasconderlo. Non ci si aspetta sicuramente chissà quale profondità da una pellicola simile, ma mentre il primo e come lui quasi tutti gli adattamenti di fumetti, cercava di mascherare il suo cuore fanciullesco, abbracciando le diverse età di spettatori, in “WW’84” viene fin da subito palesato il suo essere indirizzato ad un pubblico che raggiunge al massimo l’età adolescenziale. La pellicola di Patty Jenkins è un tripudio di colori e linearità del racconto unito alla semplicità dello stesso. Il cinema della cineasta è leggero e mai in cerca di autoreferenzialità o autorialità, ma solamente di puro divertissement. Nell’inseguire questi obbiettivi eccede sicuramente in lunghezza, in una sceneggiatura superficiale che non è ben controbilanciata da scene d’azioni realmente memorabili (anzi il momento migliore è proprio la parte iniziale con Diana bambina). Viene quindi da chiedersi a quale scopo sviluppare un seguito con coordinate narrative e stilistiche tanto diverse, se non per regalare un’eroina da prendere come esempio per tutti i bambini che vedranno le sue gesta in giro per il mondo, scostando l’attenzione su quella ricerca di femminilità che contraddistingueva il precedente episodio. Ed è forse questo l’unico motivo di esistenza che ha “WW’84”, il suo essere un film per ragazzi prima ancora che un cinecomic e questo si riflette in ogni scelta di sceneggiatura e di regia. Da questo punto di vista la pellicola di Patty Jenkins trova una propria dignità pur con dei personaggi piatti e stereotipati, ma se questo non fosse stato il fine ultimo della regista, allora il prossimo scontato seguito dovrà ben vedersi da riconfermare la direttrice di questi due capitoli alla guida di un terzo.

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5.9
10
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