Harry potter e i doni della morte – Parte 2

Ogni storia ha una fine e con questo “Harry Potter e i doni della morte – parte 2”, anche le avventure del giovane mago giungono al termine. La storia continua proprio dove si era interrotta nella “parte 1”, cioè con  Voldemort che dopo aver profanato la tomba di Silente entra in possesso della bacchetta di sambuco. Allo stesso tempo Harry e i suoi amici continuano la ricerca e distruzione degli Horcurx. Il mondo magico è ormai caduto nel suo peggior periodo, dove il male è libero di opprimere ogni cosa, la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts è diretta da Severus Piton e i serpeverde bullizzano tutti gli altri studenti. L’unica speranza rimasta sono Harry Potter e i suoi amici, gli unici in grado di fermare l’oscuro signore e vincere la definitiva guerra contro le forze del male. Ma ogni lotta comporta dei sacrifici e molto presto anche Harry dovrà compierne, suo malgrado, più di qualcuno. La lotta è alle porte e tutti pagheranno il prezzo delle proprie scelte con la consapevolezza che il mondo di domani non sarà mai come quello di ieri.

morte

Dove il primo tempo di questo mastodontico blockbuster, zoppicava vistosamente, trova in questa seconda parte ritmo e velocità.

Capitolo conclusivo “Harry Potter e i doni della morte” vede in questa seconda metà quella più riuscita. Essa non può esistere senza la precedente, ma è indubbio che dove prima si è cercato in tutti i modi di allungare un racconto, qui il ritmo degli eventi sovrasta e travolge ogni cosa. David Yates anche qui si dimostra cineasta più diligente che dotato, ma forse anche lui poteva poco di fronte a un materiale di partenza tanto spropositato, quanto amato da milioni di lettori. Ad aiutarlo nell’impresa lo sceneggiatore Steve Kloves, mattatore quasi indiscusso dell’intera saga cinematografica, che rispetto alla prima parte di “Harry Potter e i doni della morte”, qui raggiunge un equilibrio tra eventi narrati e approfondimenti legati ai personaggi.

morte

Dove il primo tempo di questo mastodontico blockbuster, zoppicava vistosamente, trova in questa seconda parte ritmo e velocità. Poco importa se non tutto quadra, se alcune scelte stilistiche sono fin troppo derivate, ciò che conta è che per tutta la visione il film riesca a far soprassedere sui suoi difetti (almeno alla prima visione). “Harry Potter e i doni della morte – parte 2” risulta spettacolare ed epico esattamente come era lecito aspettarsi, oltre a regalare agli amanti della saga più di qualche piacevole sorpresa nel portare a termine alcune sottotrame che sembravano lasciate cadere nel vuoto nei precedenti sette episodi. David Yates è un regista che non riesce nemmeno con questa ultima pellicola a dimostrare un qualche guizzo di personalità, ma anzi sembra estremamente fiero del suo servilismo assoluto nei confronti dell’opera originale e delle esigenze del pubblico.

Capitolo conclusivo “Harry Potter e i doni della morte” vede in questa seconda metà quella più riuscita. Essa non può esistere senza la precedente, ma è indubbio che dove prima si è cercato in tutti i modi di allungare un racconto, qui il ritmo degli eventi sovrasta e travolge ogni cosa.

morte

Il film infatti, seppur capace di raggiungere la meta prefissata, non riesce mai a scrollarsi quel “sapore” di compito ben eseguito che aleggia nella saga da “Il principe mezzosangue” in poi (praticamente quasi tutti i capitoli a firma Yates). Tutto procede senza particolari scossoni o prese di posizione nonostante il racconto sia forse quello in cui il riflesso di eventi reali accaduti in passato (l’olocausto e il nazismo), diventino l’ossatura del mondo magico comandato dalle tiranniche forze oscure. Questo accade perché se da un lato il film approfondisce tutte le motivazioni del suo protagonista, dall’altro non spende nemmeno un minuto più di quello necessario per il cattivo della storia, che si trasforma fondamentalmente in un folle tiranno mosso da archetipi fin troppo scontati. Anche durante la battaglia finale, si arriva a “tifare” per le forze del bene in quanto unica opzione possibile vista la piatta della descrizione della controparte avversaria.

morte

Nonostante sia una saga che ha brillato molto intensamente durante alcuni dei suoi episodi (su tutti “Il Prigioniero di Azkaban” e “Il Calice di Fuoco”), con questo “Harry Potter e i doni della morte – parte 2” si è sicuramente cercato di dare una conclusione cinematograficamente degna, epica spettacolare, memorabile, ma che purtroppo non riesce ad essere veramente incisiva. Certamente con il senno di poi e potendo adattare nuovamente il racconto avendo per le mani la saga letteraria completa, il risultato sarebbe sicuramente diverso e ancora più coeso, ma nonostante questo il più che decennale cammino cinematografico di Harry Potter regala uno spettacolo unico per emozioni e vastità dell’intero progetto, rendendo la saga un oggetto cinematografico unico e comunque nel bene o nel male indimenticabile.

harry_potter_e_i_doni_della_morte_parte_2_cinefilopigro_evidenza
Harry potter e i doni della morte – Parte 2
7.2
Acquistalo su
The Perfection
Precedente
The Perfection