Solomon Kane

Liberamente ispirato al personaggio ideato da Robert E. Howard e che da nome al film, “Solomon Kane” diretto da Michael J. Basset porta sullo schermo cinematografico le gesta di uno spadaccino impegnato a combattere le forze del male, in un mondo fantasy dal sapore europeo. La pellicola ambientata nel 1600 inizia in Africa, dove Solomon Kane, un pirata che tiene sotto assedio una città fortezza, si fa largo tra le guardie per raggiungere il tesoro presente nella sala del trono. Dopo aver compiuto lo sterminio degli oppositori, Kane raggiungerà l’agognato bottino. Purtroppo una volta conquistato a frapporsi tra lui e l’oro arriverà un demone mandato dall’inferno con l’obbiettivo di prendere la sua anima.

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Al contrario della gran parte dei suoi uomini Solomon riuscirà a salvarsi per pura fortuna. Rifugiatosi in un monastero in Inghilterra, Kane vive una vita di redenzione credendo che le forze del male non possano trovarlo tra quelle mura. Purtroppo quando il priore lo inviterà ad andarsene, inizierà un pellegrinaggio nel quale scoprirà che un oscuro signore, uno stregone di nome Malachia, sta razziando villaggi, schiavizzando il popolo e convertendo in esseri demoniaci tutti gli uomini che sono capaci di combattere. Quando il padre di una ragazza rapita gli farà giurare di salvarla, Solomon Kane inizierà una lotta per liberare la ragazza e sconfiggere lo stregone. Quest’avventura però lo costringerà ad affrontare il passato da cui è sempre fuggito.

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Fantasy con qualche venatura horror “Solomon Kane” di Michael J. Basset (suo il seguito di “Silent Hill“) è il primo capitolo di un’incompiuta trilogia dedicata al personaggio. Nonostante un budget modesto il film porta sullo schermo un impianto visivo riuscito, fatto di scenari naturali convincenti e set al chiuso dal buon impatto generale (il corridoio degli specchi nella parte iniziale è un esempio del buon lavoro fatto dagli scenografi). Se il racconto di redenzione si muove su territori conosciuti senza riservare grosse sorprese o scossoni di qualche tipo, la pellicola trova la sua ragione d’esistere nella sua buona realizzazione tecnica vero punto di forza dell’intera operazione, assieme al suo interprete principale, James Purefoy, ben calato nel personaggio di Kane.

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“Solomon Kane” però ha alcuni difetti che non possono sicuramente passare in secondo piano. Il primo è sicuramente una sceneggiatura che non riserva troppe sorprese, pur scorrendo dall’inizio alla fine senza particolari problemi. Il secondo è prettamente produttivo. Se da un lato Basset e tutto il cast tecnico danno anima e corpo per far nascondere il basso budget a disposizione facendo apparire il film come un prodotto di livello superiore, il tutto cede quando la computer grafica entra in scena, dato che questa si rivela “rozza” e mal amalgamata nel quadro. Nonostante questo “Solomon Kane” si rivela un prodotto d’intrattenimento più che riuscito che regala un’ora e mezzo di gradevole intrattenimento.

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6.2
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