Pirati dei Caraibi: la maledizione della prima luna

Risulta sempre difficile comprendere le scelte dei titolisti italiani, specie quando, come in questo caso, da “Pirati dei caraibi: La maledizione della perla nera” si passa a “La Maledizione della prima luna”, annullando il titolo e modificando il sottotitolo. Misteri del marketing e della traduzione. Diretto da Gore Verbinsky la pellicola prodotta da Jerry Bruckheimer per la Disney, riporta sullo schermo il racconto d’avventura piratesco, fatto di paesaggi esotici, tesori trovare, battaglie navali, maledizioni e personaggi discutibili. “La Maledizione della prima luna” racconta le vicende del capitano Jack Sparrow, un pirata che dopo essere sopravvissuto all’ammutinamento del suo equipaggio a bordo della Perla Nera, decide di usare ogni mezzo per riconquistare il comando del proprio vascello. Ad aiutarlo nella sua impresa ci sarà il giovane Will Turner (Orlando Bloom), un fabbro che si vedrà costretto a collaborare con il pirata per salvare la donna che ama, la bellissima Elizabeth Swann (Keira Knightley), figlia del governatore rapita dall’equipaggio della Perla Nera. I due dopo mille peripezie riusciranno a raggiungere la il vascello pirata, scoprendo però che su di esso grava una maledizione. Infatti l’equipaggio della Perla Nera capitanati dallo spietato Hector Barbossa, deve recuperare tutti i pezzi di un tesoro che hanno rubato per spezzare il maleficio che grava su di loro e questo complicherà non poco le cose.

C’è un elefante nella stanza con cui si deve per forza confrontare nelle oltre due ore di durata della pellicola di Gore Verbinsky. Si sta ovviamente parlando di Johnny Depp e del suo capitan Jack Sparrow, personaggio talmente eccessivo che riesce a trainare da solo tutto il film, sia nei momenti di avventura che in quelli più smaccatamente divertenti. Sopra le righe e a briglia completamente sciolta l’interprete si esibisce in un one-man show capace di sostenere e dare al tempo stesso personalità a un film che altrimenti, molto probabilmente, si sarebbe rivelato “solamente” una buona pellicola di avventura con qualche digressione nel fantastico. Verbinsky conscio dell’ingombrante figura del personaggio principale, dirige con piglio deciso una pellicola perfettamente cucita su di esso, che pecca in una dilatazione narrativa eccessiva nella parte centrale, ma che riesce comunque ad esaltare grazie a un sapiente dosaggio del ritmo e una messa in scena dell’azione che funziona senza mai scadere in inutili virtuosismi.

Il regista americano guarda alle pellicole di cappa e spada di un tempo, da “Captain Blood” a “Il Cigno Nero” riportandone le atmosfere all’interno di un film costruito per intrattenere le famiglie (basti pensare ai duelli che sembrano balletti più che scontri fisici). Dall’altra parte troviamo il duo di sceneggiatori Ted Elliott e Terry Rossio che creano una sceneggiatura che unisce non più il racconto piratesco classico, ma attinge anche da altri media che hanno tenuto vivo l’interesse sul genere durante il declino cinematografico dello stesso (ogni riferimento a videogiochi come “Monkey Island” non è casuale, anzi qui come nel videogioco le parole sono importanti). Ecco quindi che se a un personaggio irresistibile, uniamo una solida regia, una sceneggiatura interessante e un gruppo di attori tutti perfettamente in parte, su cui spicca Geoffrey Rush nei panni di Barbossa, ci ritroviamo con una delle migliori pellicole prodotte dalla Disney dopo un decennio in cui fu incapace di portare sullo schermo il film d’avventura per famiglie da sempre tanto caro alla casa di produzione (basti pensare ai classici come “L’isola del tesoro” o “Il tesoro di Matecumbe” giusto per nominarne due a caso).

“La Maledizione della prima Luna” riesce quindi nell’intento di riportare in auge un genere che una decina di anni prima porto al fallimento una casa di produzione, la Carolco con il sonoro insuccesso del suo “Corsari” (ma per saperne di più vi invitiamo a leggere la recensione di Cassidy Plissken nella sua fiammante “La Bara Volante”), nel farlo consegna al mondo un personaggio unico e inimitabile quale Jack Sparrow. Seppur con alcuni momenti di stanca lo spettacolo messo in scena da Verbinsky risulta appagante e divertente, conquistando praticamente chiunque sia in cerca di un carrozzone capace di regalare del sano e spensierato intrattenimento.

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Pirati dei Caraibi: la maledizione della prima luna
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