Hell or High Water

Capitolo centrale di una non dichiarata trilogia dedicata alla frontiera americana, “Hell or High Water” conferma come lo sceneggiatore Taylor Sheridan si configuri narratore assoluto dell’argomento. Preceduto da “Sicario” e seguito da “I segreti di Wind River” è davvero difficile trovare nel cinema odierno una visione tanto critica sulla società americana, che alterna i sogni delle grandi città, agli incubi dei paesini dislocati ai margini della mappa. E in questo film si viene nuovamente catapultati nelle vite instabili di uomini in cerca di rivalsa nei confronti di un sistema bugiardo, che offre aiuti per poi chiedere un prezzo altissimo in cambio.

Il film racconta la storia di due fratelli, Toby e Tanner Howard (rispettivamente Chris Pine e Ben Foster), che per pagare i debiti di famiglia contratti con gli istituti bancari, decidono di rapinare le banche stesse. Il piano che prevede un furto al giorno, si dovrebbe consumare senza grossi problemi nel giro di una settimana, così da riuscire a estinguere la somma di denaro dovuta prima che venga loro sottratta ogni proprietà ipotecata. Il disegno criminale architettato da Toby si rivela fin da subito proficuo, ma alcuni eccessi di Tanner metteranno sulle loro tracce lo sceriffo Marcus Hamilton (Jeff Bridges), costringendoli a cambiare i loro piani di gloria.

Diretto da David Mackenzie “Hell or High Water” (che in italiano equivale al detto “costi quel che costi”) è una pellicola asciutta, tesa e spietata nella messa in scena del racconto. Un cast di attori perfettamente calato nella parte e una direzione artistica coerente e decisa, portano sullo schermo la lenta distruzione della morale umana. La parabola dei fratelli Howard non vede vincitori ne vinti, ma uno scontro in cui le perdite saranno inevitabili da entrambi i lati della barricata. Sheridan come nel precedente “Sicario” riflette sulla legittimità delle azioni degli uomini di legge, ma anche sul limite che definisce la differenza tra azione disperata o criminale premeditata.

“Hell or High Water” pone l’accento su di un sistema capitalistico giunto alle sue dimensioni finali, costretto ormai a consumarsi dall’interno, costringendo padri di famiglia a indebitarsi per costruire un futuro che da un momento all’latro gli può essere strappato. In una terra dove le possibilità di un lavoro sono illusorie, cosa resta allora a tutte quelle anime desiderose di vivere un sogno promesso loro da tutto quello che li circondano? Semplicemente spenta la gloria a rimanere è solamente la rabbia nei confronti di ogni cosa, sopratutto nelle istituzioni che per primi hanno tradito i molti per salvaguardare gli interessi dei pochi. “Hell or High Water” è uno spettacolo crudo, cristallino, assolutamente quadrato e capace di toccare la coscienza di chiunque lo guardi. Spettacolo puro da vedere, rivedere e su cui poi riflettere.

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"Hell or High Water" è uno spettacolo crudo, cristallino, assolutamente quadrato e capace di toccare la coscienza di chiunque lo guardi.
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