Resident Evil: Retribution

Quinto capitolo della saga e continuazione diretta del precedente. Avevamo lasciato la protagonista, Alice, durante uno scontro sulla nave mercantile Arcadia. Fatta prigioniera si risveglia in una struttura segreta della Umbrella. Grazie ad un intervento esterno riuscirà a liberarsi e comincerà una corsa senza sosta per uscire da quel posto. Ad aiutarla nell’impresa un piccolo gruppo di ribelli, ma durante la fuga emergeranno delle verità su di lei e sul luogo in cui si trova che faranno luce sul suo passato.

Spiazzante e deludente “Resident Evil: Retribution” si rivela essere il capitolo meno riuscito dell’intera saga, pur contenendo al suo interno delle idee interessanti che probabilmente funzionavano meglio sulla carta. Questo episodio è infatti un cross-over dell’intera saga, che grazie ad una improbabile iperbole narrativa (a cui però siamo abituati da tempo), riesce a inserire al suo interno quasi tutti i personaggi visti in precedenza. Ma non si ferma solamente a questo, riproponendo anche parte delle ambientazioni già visitate. Come scritto sopra, per rendere plausibile l’intera operazione Paul W.S. Anderson e soci utilizzano un exploit narrativo che farebbe accapponare la pelle a chiunque per la sfacciataggine messa in campo, ma chi ha visto i precedenti capitoli è conscio di come questa sia una peculiarità della saga da “Apocalypse” in poi.

Per rendere plausibile l’intera operazione Paul W.S. Anderson e soci utilizzano un exploit narrativo che farebbe accapponare la pelle a chiunque per la sfacciataggine messa in campo, ma chi ha visto i precedenti capitoli è conscio di come questa sia una peculiarità della saga da “Apocalypse” in poi.

Se accettiamo l’improbabilità del plot e ovviamente evitiamo formalismi riguardanti la profondità di storia e personaggi, “Resident Evil: Retribution” ha un suo senso di esistere, perché certifica il fascino del regista nei confronti della sua protagonista, ancora una volta interpretata da Milla Jovovich. La modella attrice Ucraina è il solo ed unico punto d’unione dell’intero ciclo filmico ispirato ai videogiochi a base di zombie della giapponese Capcom. Il personaggio di Alice con il procedere degli episodi si è fatto sempre più fisico e meno profondo. A parte nel primo capitolo e forse il terzo, il personaggio è stato reso sempre più stilizzato favorendone le doti atletiche sopra ad ogni altra cosa. Non c’è quindi da stupirsi se le armi, i costumi e le coreografie d’azioni di cui è munita la protagonista siano le cose più interessanti del film e grazie proprio alla Jovovich, anche le più riuscite.

Il finale anche in questo caso rimane aperto alzando considerevolmente la posta in gioco, almeno in termini puramente spettacolari. La domanda che ci si pone è come possa una saga tanto palesemente “ignorante” nel senso migliore del termine, avere ancora qualcosa da dire al pubblico. Probabilmente la risposta sta proprio nel suo non voler prendersi sul serio e nella presenza scenica della sua protagonista, che il regista Paul W.S. Anderson non smette di esaltare ad ogni inquadratura. Come si concluderà la saga non sarà certo un problema, ma possiamo essere certi che non sarà un difficile trovare un’altra improbabile via da far percorrere ad Alice per mettere fine a quella che sembra sempre più una telenovela a base di mostri.

Retribution
Resident Evil: Retribution
5.5
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