Fast & furios 7

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The Fast Saga:

Fast & Furious 7

“Furious 7” ossia il settimo capitolo della saga “Famiglia Toretto”, cambia nuovamente forma ed identità. Spesso si discute del rapporto tra cinema e videogioco, o di pellicole che sembrano videogiochi cinematografici, chi copia e come, ma questa nuova “giostra” capitanata da James Wan è la vera e propria fusione dei due media. Il cinema si snellisce al punto da limitare allo stretto necessario la recitazione verbale, subordinandola ai contenuti visivi, mai così spettacolari, improbabili, incredibili e in linea con il cinema d’azione degli ultimi dieci anni, che la saga Universal ha contribuito a rinnovare che lo si voglia o meno ammettere. “Furios 7” si prende smargiassamente la briga di ricordare quanto possa essere divertente il cinema testosteroideo, tra applausi dei fan, di coloro che riescono ad abbandonarsi allo spettacolo di grana extra grossa, ma facendo allontanare chiunque non rientri tra queste categorie (ma difficilmente ci si sarebbe avvicinato alla pellicola di Wan un amante del cinema d’autore).

In questo settimo capitolo i piloti di auto più famosi del grande schermo si ritrovano in mezzo ad una spy story (sarà proprio il governo degli Stati Uniti a chiedere loro aiuto, consacrando l’antieroe come ultima possibilità per restituire i valori e la sicurezza, Carpenter ha preceduto di anni quella che sembra la normalità cinematografica odierna), trasformando la saga in una sorta di spin off muscolare e fieramente rozzo di “Mission: Impossible”. Ecco che quindi la nostra squadra di ragazzacci inizierà a rimbalzare un po’ ovunque in giro per il mondo per poi ritornare a casa, senza ovviamente dimenticare di fare una capatina negli Emirati Arabi (meta quasi obbligatoria per dare all’azione nuove iperboli visive, ed in questo proprio la saga capitanata da Tom Cruise ha avuto un occhio avanguardistico sottovalutato da chi ha sempre decodificato le storie di Ethan Hunt rapportandole a James Bond).

“Furios 7” è una corsa folle e divertente, a patto di accettarne le regole che vedono tra quelle principali la necessità di un plot ridicolo, al servizio dello spettacolo ipercinetico creato da Wan. Tutto quello che dovrebbe essere almeno in parte plausibile perde consistenza, tutto ciò che la pellicola chiede è non fermarsi al micro difetto e accettare il macro divertimento.

7.2
10
Buono
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