Leoni per agnelli – La via della sincerità

“Leoni per agnelli” parla con sincerità e coscienza critica dell’importa delle scelte di ogni singolo citadino del mondo e per farlo intreccia tre diversi avvenimenti simultanei ma che allo stesso tempo simboleggano il passato, il presente ed il futuro di una nazione. Il regista Robert Redford racconta due storie all’apparenza slegate ma in realtà unite da un filo comune che vede due militari americani in pericolo di vita su una montagna dell’Afghanistan. Ecco quindi che nello stesso momento in cui il senatore Jasper Irving (Tom Cruise) rilascia un’intervista alla giornalista Janine Roth (Meryl Streep) (“passato”), su una strategia militare al via in quello stesso momento in Afghanistan, il professore di scienza politiche Stephen Malley (Robert Redford) cerca di far capire al suo studente Todd Hayes (Andrew Garfield) (“futuro”) l’importanza, il peso e la responsabilità di una scelta operata da persona matura; per perseguire questo gli racconterà la storia di due suoi allievi, Ernest e Arian (Michael Peña e Derek Luke) (“presente”), che per cambiare le loro vite e contribuire al futuro della propria nazione hanno deciso di arruolarsi nell’esercito, ed ora si trovano in prima linea in Afghanistan. Il film di Robert Redford è un fiume di parole in piena, queste scorrono attraverso le bocche dei protagonisti e vogliono raggiungere il cervello di tutti coloro che sono stanchi di continue illusioni, “Leoni per agnelli” non è critico verso le scelte fatte in passato dagli uomini, sia essi di potere che cittadini, rispetto agli eventi post 11 Settembre, ma anzi pur non giustificandoli li comprende, la pellicola di Redford invita invece tutti i cittadini del mondo a prendersi un’attimo di pausa e riflettere su come progettare il futuro dello stesso. Attraverso la dialettica del senatore, la visione della politica da parte di uno studente, l’impossibilità di fare la cosa giusta da parte di una giornalista, il film si trasforma in una presa di coscienza che vuole far riaccendere il senso civico e morale di ognuno di noi. “Leoni per agnelli” è quindi un film che snellisce la retorica, non simpatizza per una fazione politica, ma punta il dito su tutti noi che una volta presa coscienza degli errori continuiamo a lasciare che le nostre caste politiche che ci rappresentano li rifacciano, lamentandoci ma senza effettivamente alzare un dito per cambiare le cose. Il film di Redford è una lacrima su un recente passato che non si vorrebbe fosse mai accaduto, ma nello stesso tempo ci esorta a guardare avanti con speranza in un futuro in cui gli uomini si riscoprino tali e sistemino i danni creati, perché per aiutare l’umanità non possiamo dimenticarci della stessa e dei diritti della persona indipendentemente dal colore della pelle o religione. Leoni per agnelli è un dibattito sincero per la mente di ognuno di noi.

Leoni per agnelli
Leoni per agnelli – La via della sincerità
6.8
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  1. apprezzo l’impegno civico di redford.
    leoni per agnelli però è troppo esile e troppo schematico, troppo invadente (il monologo del professore che parla allo studente/spettatore).
    mi ha convinto poco.

  2. Sì, leoni o agnelli, l’importante è exportare democrazia all’Uranio Esaurito, e magari con qualche ‘morticino’, (120mila per la precisione), ma che importa, mica gli afgani vanno al cinema!
    Venghino venghino! siori! A veder osceni spettacoli, gestiti da vecchie e perdenti star hollywodiane. Delle vere statue di cera, nel cuore e nel cervello.
    Venghino, venghino!

    Trotzkij

  3. Grande lezione di regia, grande lezione di recitazione, assenza di azione e di spettacolarità per privilegiare idee e concetti: sono i caratteri salienti di questo lavoro controcorrente.
    “Leoni per agnelli” ha il coraggio di affrontare tematiche e argomenti che gli Americani poco gradiscono inducendoci a riflettere e a discutere su quanto stia accadendo oggi nel mondo. La “parola” domina incontrastata in poco più di novanta minuti che non permettono allo spettatore la minima distrazione: ogni cosa detta è importante, non un vocabolo più del necessario. Nessuna scena è superflua in “Leoni per agnelli”: tutto è al servizio dell’intelligenza e dello spirito critico non solo dei realizzatori ma anche, e soprattutto, del pubblico.
    Una lucida requisitoria che vede alla sbarra la politica, l’insegnamento, i massmedia.
    Un film che è doveroso vedere sia per dibattere su uno dei temi attualmente più vitali sia per dimostrare che un cinema “impegnato” e “impegnativo” è bene accetto.

  4. Es increible como lotgasre plasmar en palabras la sensacif3n q me produjo esta pelicula y cito Hacia tiempo que no salia del cine con una abrumadora acumulacion de ideas, pensamientos, fragmentos y razonamientos tal que no me permitian articular palabra .Creo q desde el Rey leon (tenia 13 af1os) q no iba a ver dos veces al cine una pelicula en una semana.Tuve la suerte de verla 3d y luego a los pocos dias por una visita de un primo de nuevo en pantalla gigante y 3d.Ambos dias fueron increibles las sensaciones q me genero el terminar de verla y sentir que queria mas. q no queria q termine, pero no pensaba en una segunda parte, sino que seguir conociendo mas de la historia de las Nab4vi.Coincido plenamente con el titulo, ojala q lo ultimo q recuerde siempre de esa pelicula, sea el abrir de ojos de Jake. Saludos!

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