Top Gun: Maverick

Prima di essere un film di puro intrattenimento riuscito ed entusiasmante, “Top Gun: Maverick” è il “Cruise movie” definitivo. Questo perché consacra la sua star principale sottolineandone i tratti distintivi che mette in ogni progetto a cui prende parte. Per comprendere “Top Gun: Maverick”, bisogna prima accettare l’attore divo/divinità, come unico motore del racconto e anche, comprendere che con Cruise pubblico e privato sono ormai la stessa cosa (il personaggio e l’uomo sono un unicum). In questo seguito ci sono tutti gli elementi che hanno portato al successo il primo capitolo, ma il focus questa volta è sul capitano Pete “Maverick” Mitchell e la sua lotta contro lo scorrere del tempo. E proprio quest’ultimo è il nemico silente contro cui si può vincere una battaglia ma non la guerra.

Il film ambientato anni dopo il primo capitolo, vede Maverick alle prese con una carriera che nonostante onoreficenze ed encomi non ha portato a nessuna promozione a causa del suo carattere. Divenuto pilota collaudatore per la marina, quando sembra che sia arrivato il momento di mandare a casa una figura come la sua, arriva in suo aiuto l’ammiraglio Tom “Iceman” Kazansky (Val Kilmer). Questo lo assegna alla scuola di combattimento aereo “Top Gun”, dove Maverick avrà solamente tre settimane di tempi per addestrare i migliori piloti al mondo, per compiere una missione sulla carta impossibile.

Moderno nello stile e orgogliosamente retrò nei modi “Top Gun: Maverick”, il film di Joseph Kosinski è la dimostrazione di come il corretto bilanciamento di elementi possa dare vita a un seguito riuscito

Rivalità e tensioni tra i piloti non mancheranno, ma il vero problema per Maverick è il pilota Bradley Bradshaw (Miles Teller), figlio dell’amico e co-pilota “Goose”, morto in un incidente aereo. Maverick dovrà affrontare il proprio passato e trovare fiducia verso un futuro che lo vede come qualcosa di obsoleto, per riuscire dimostrare che certi limiti sono fatti per essere infranti.

“Top Gun: Maverick”, proprio come il precedente è un ottimo film di mestiere realizzato da chi ha una lucida visione su cosa dare in pasto al pubblico. L’operazione può dirsi riuscita in quanto le poco più di due ore emozionano e riescono in più di una occasione a stupire. A sostituire il defunto Tony Scott dietro la macchina da presa troviamo Joseph Kosinski, che con Cruise aveva già lavorato in “Oblivion”. Alla sceneggiatura troviamo tre mani, Ehren Kruger (“The Ring”), Eric Warren Singer (“American Hustle”) e Christopher McQuarrie le cui collaborazioni con Cruise ormai non si contano nemmeno più (questo lavora ad ogni film dell’attore da “Operazione Valchiria” in poi e di fatto ha traghettato verso un nuovo successo anche la famosa saga di “Mission: impossible”).

Kosinski ha un compito molto difficile, da una parte deve dare forza e personalità al seguito di un cult, dall’altra è deve staccarsi da quell’elemento che reso un successo il primo “Top Gun”: la regia di Tony Scott. E proprio quest’ultimo (a cui questo “Top Gun: Maverick” è omaggiato), aleggia in molti punti della pellicola di Kosinski. Dall’incipit sulla porta aerei iniziale, ad alcune sequenze riproposte al limite della copia carbone (come ad esempio il protagonista che sfreccia con la moto a fianco di un aereo durante il decollo), il regista americano rende omaggio al cineasta scomparso, ma allo stesso tempo libera lentamente il suo film da questa ingombrante eredità.

Quando “Top Gun: Maverick” smette con le strizzatine d’occhio al passato, porta sullo schermo uno spettacolo adrenalinico senza pari, come ad esempio il volo di Maverick ai comandi di un aereo prototipo ad inizio film. Poca importa che sia o meno plausibile ciò che passa davanti allo sguardo, perché la sospensione dell’incredulità è a livelli che nelle produzioni americane non si trovava da molto tempo. Moderno nello stile e orgogliosamente retrò nei modi “Top Gun: Maverick” di Joseph Kosinski è la dimostrazione di come il corretto bilanciamento di elementi possa dare vita a un seguito riuscito, avente vita propria e senza bisogno di ruffianarsi il pubblico con continui ammiccamenti al passato. “Top Gun: Maverick” è una pellicola che non mancherà di appassionare e divertire i giovani di ieri come quelli di oggi.

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In Breve
“Top Gun: Maverick”, proprio come il precedente è un ottimo film di mestiere realizzato da chi ha una lucida visione su cosa dare in pasto al pubblico.
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