Una notte da Leoni 3

Una notte da Leoni 3 – L’inaspettato

“Una notte da leoni 3” è la chiara dimostrazione di quale sia il vero “male” del cinema USA degli ultimi anni, ovvero la serialità. Il cinema tende ad assomigliare sempre di più alla televisione, ambiente dove in questo periodo si sono riversati molti “golden boy”, i quali possono dare sfogo ad una maggiore creatività grazie alla necessità di dover recuperare budget “minori” rispetto alle produzioni cinematografiche, ed a introiti preconfigurabili a seconda del tipo di pubblico e della fascia oraria di messa in onda.

Una notte da Leoni 3

Purtroppo quella che è divenuta a tutti gli effetti una saga/serie legata alle feste di celibato, nonchè fenomeno di massa, ha raggiunto con il suo terzo capitolo l’unica conclusione possibile, ossia la fine delle avventure “del branco”, che inizia ad accusare un po’ di stanchezza generale. “Una notte da Leoni 3” pur rimanendo come i precedenti un film legato allo scorrere del tempo, cambia completamente rotta, ed infatti le azioni dei protagonisti non gravitano più attorno alla ricostruzione di eventi vissuti, ma questa li vede volta correre nuovamente contro lo scorrere delle lancette per salvare come nel primo capitolo Doug, preso in ostaggio da un criminale che vuole ritrovare Chow e per farlo si rivolge ad Alan e co.

Una notte da Leoni 3

Ovviamente come nei precedenti la trama è un pretesto per portare sullo schermo bizzarrie di ogni tipo. Questo terzo capitolo quindi rimescola la struttura narrativa della saga, evitando fin dal principio di essere un ulteriore “more of the same” come il secondo capitolo, allineandosi però alla cinematografia del regisa Todd Philips (che ormai non a caso è anche sceneggiatore). Ecco quindi che questo terzo capitolo ricorda da vicino un altro film del regista, ovvero “Parto con il folle” che vedeva sempre due figure principali contrapposte.

Una notte da Leoni 3

Ma in “Una notte da leoni 3” i folli sono due, Alan e Chow, relegando agli altri protagonisti un secondo piano destinato ad appagare i fan con rimandi continui ai capitoli precedenti (questa è forse la cosa più ironica della pellicola, il fatto che molte delle risate siano legate ai rimandi degli eventi passati, dato che proprio i precedenti film si basavano sul trascorso al contrario di questo). Sottratta la genialità del primo capitolo, la spettacolarità del secondo (comunque episodio che ha vissuto di luce riflessa), questo ultimo episodio scorre senza problemi correndo un solo rischio legato allo stravolgimento della struttura oliata, mettendo fine agli eventi ed alla serialità della formula e forse non è cosa poi così scontata.

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