Total Recall – L’arte di riscaldare la minestra

Possedere un abbonamento SKY nel 2014 è forse una delle cose più bizzarre che un uomo sano di mente decida liberamente di pagare, specie se come il sottoscritto l’unico pacchetto oltre a quello base è il cinema. Sono abbonato alla pay TV da più di una decade ormai e mentre nei primi anni la programmazione era avvincente, tra poco credo smantelleranno tutti i canali e li trasformeranno in qualcosa di monotematico, dove per un mese vedremo solo ed esclusivamente una cosa, visto che alcune pellicole (storica in questo senso fu la programmazione de “L’ultimo Samurai”), ti “costringono” a guardarle grazie ad una programmazione che le rimanda in onda ogni 6 ore sullo stesso canale e ogni due sugli altri (in questo periodo vedo “Pacific Rim” ogni volta che accendo la tv ad esempio). Beh se a questo sommiamo il fatto che oggi per fruire di film ci sono una montagna di mezzi diversi e meno onerosi di SKY, mi chiedo ancora perché io continui a pagare l’abbonamento. La risposta è semplice: altrimenti film come il remake di “Atto di Forza” mai lo avrei visto, ne a nolo ne in una qualche forma di download o streaming e quindi ora non sarei qui a parlarne. Ecco che quindi la TV a volte con la sua programmazione ciclica e ossessiva, ma sopratutto imposta, mi fa recuperare alcuni titoli come questo blockbuster d’azione diretto niente meno che da Len Wiseman, un nome, una garanzia, di cosa non mi è ancora ben chiaro. Il buon caro Len è un regista che stimo più per essersi sposato Kate Beckinsale (ve la immaginate che vi gira per casa? Io non ci voglio nemmeno pensare, ma comunque è la prova che la “famiglia mulino bianco” non è una utopia), che non per i film da lui diretti .

Provate ad immaginarvi al suo posto e svegliarli con lei alla mattina…difficilmente uno ha una brutta giornata

Detto questo su SKY il film in questione lo hanno passato parecchie volte, come sempre quando la programmazione mensile diventa avara di titoli “buoni” e nuovi da trasmettere pompano parecchio questi giocattolini. Ma programmazione di SKY a parte questo “Total Recall”, che non è un remake ma un nuovo adattamento … blah, blah, blah* …., non è una pellicola migliore di quella che l’ha preceduta e questa è una certezza (quella di Paul Verhoeven era qualcosa di incredibile all’epoca, divenuta cult negli anni), allo stesso tempo però è un blockbuster ben realizzato ma che pecca di personalità.

I tempi cambiano…
…ma il dramma sembra essere sempre lo stesso

Insomma Wiseman ha un cast composto da Colin Farrel che ha la giusta fisicità per interpretare il protagonista (sicuramente più adatto di schwarzy, ma meno auto ironico), mi piazza Bryan “Heisenberg” Cranston nel ruolo del cattivo (con i capelli non si può vedere) e non lesina minimamente sul comparto “bellezze da film” (quasi a sfidare Michael Bay il vero signore incontrastato della gnocca da blockbuster), perché dona alla moglie, che lo ricordo è Kate Beckinsale, il ruolo che fu della Stone, ma per aumentare la difficoltà al protagonista inserisce Jessica Biel nel ruolo della ribelle (altro che Rachel Ticotin), ed in un colpo solo con la prima diventa il regista idolo dei maschietti over 30 e con la seconda degli under 25 (chi si trova nel mezzo solitamente è in una fascia d’età colpita dagli stessi stadi di ormonella dei quattordicenni e quindi gli vanno bene entrambe), le donne in sala intanto si interrogano su quale delle due ha passato più tempo dal chirurgo estetico o con Farrel.

Wiseman utilizza bene tutto il cast e non è nemmeno avaro nelle scene d’azione, in “Total Recall” non manca nulla da questo punto di vista, inseguimenti, sparatorie, effetti speciali digitali come non ci fosse un domani, donne che si pestano tra loro, si insomma quello che dovrebbe avere un un film d’azione è presente nelle due ore di pellicola. Il problema risiede nella totale mancanza di personalità, che si traduce in una sensazione di déjà vu in ogni sequenza. In effetti lo stile visivo generale ricorda parecchio “Minority Report”, le scenografie sembrano un riadattamento al risparmio (risparmio = CGI a manetta) di quelle dell’indimenticabile “Blade Runner” (ed infatti anche qui la pioggia a non manca, così come lo sviluppo in verticale delle strutture), figure orientali che agiscono ai margini della legalità (come in tutte le pellicole cyberpunk che si rispettino), ed infine qualche omaggio all’originale di Verhoeven che come sempre ride e gode del fatto che sia stato un mezzo flop. Si insomma Wiseman pesca a piene mani, come praticamente tutti i registi di questo mondo, dal meglio che il genere possa offrire, ma non riesce a rielaboralo pienamente per infondere uno spessore tale per cui questa pellicola possa andare oltre al divertimento “mordi e fuggi”. Quindi è sicuramente un film godibile per gli amanti del genere, ma allo stesso tempo dimenticabile.

Wiseman batte Michael Bay 1-0, dato che ha trovato due donne in grado di recitare e non solo belle belle in modo assurdo.
Che tu sia cattivo o meno, devi comunque avere un dramma

* = “blah, blah, blah”, va intenso come la sequela di cazzate promozionali che la produzione fa uscire dalla bocca di attori e registi durante le interviste e dichiarazioni varie, che solitamente 3/4 di chi scrive anche mezza recensione riporta bellamente nella stessa annoiando a morte chi legge

6
10
Soddisfacente

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