Thor: Ragnarok

Thor Ragnarok – La rivoluzione parte da qui

“Thor Ragnarok” è una ammissione di colpevolezza e allo stesso tempo un atto di coraggio da parte dei Marvel Studios. La casa cinematografica ha finalmente ammesso la pochezza delle prime due avventure del personaggio. Nel primo capitolo la storia non trovava mai un bilanciamento tra dramma, spettacolarità e deriva romantica. Con il seguito tutti i vari protagonisti venivano quasi svuotati di ogni caratterizzazione, per mettere in scena un rutilante fantasy sci-fi dallo scarso mordente (siamo onesti, davvero a qualcuno piacevano gli efli della notte?). Non è che poi il personaggio se la sia cavata meglio con le comparse nei due capitoli dedicati ai vendicatori, specialmente in “Age of Ultron” (inserito quasi a forza).

Abbandonati i toni dei primi due capitoli, il regista Taika Waititi sposa l’estetica eighties de “I Guardiani della Galassia”, confezionando una commedia d’azione dal ritmo incalzante che ridefinisce l’intero personaggio

Accettato il declino del personaggio i produttori hanno deciso di tentare ogni cosa per salvarlo dalla deriva, ma difficilmente ci si poteva aspettare una simile presa di posizione. Infatti “Thor Ragnarok” spazza via tutto quanto c’è stato prima e dona una nuova caratterizzazione al personaggio ed al mondo in cui questo si muove. Un reboot apocrifo potremmo definirlo. Questo è l’atto di coraggio di cui parlavo all’inizio, rischiare tutto per ridefinire un brand cinematografico alla deriva. Il risultato farà arrabbiare gli amanti della materia di partenza, ma è uno dei migliori film prodotti dai Marvel Studios dai tempi del primo “I guardiani della galassia”.

La storia vede Thor impegnato a mantenere l’ordine nei nove regni sotto il comando del padre Odino Re di Asgard. Al ritorno dal suo viaggio smaschererà il fratello Loki, che esiliando il padre sulla terra con una magia ne ha preso il posto. I due partiranno alla ricerca di Odino, ma quando lo troveranno questo metterà i due fratelli a conoscenza del pericolo che incombe su di loro e il popolo: il ritorno della sorella Hela, la dea della morte. Più forte di entrambi la sorella sconfiggerà i due fratelli al loro primo incontro, confinandoli in un pianeta lontano comandato da un pazzo amante dei giochi gladiatori che si fa chiamare “gran maestro”. Thor e Loki, aiutati da Hulk inizieranno la loro fuga dal pianeta per fare ritorno ad Asgard, dove affronteranno la sorella per salvare il popolo.

“Thor Ragnarok” spazza via tutto quanto c’è stato prima e dona una nuova caratterizzazione al personaggio ed al mondo in cui questo si muove.

Abbandonati i toni dei primi due capitoli, il regista Taika Waititi sposa l’estetica eighties de “I Guardiani della Galassia”, confezionando una commedia d’azione dal ritmo incalzante che ridefinisce l’intero personaggio e ricorda agli spettatori quali sono i veri poteri dello stesso. Colorato all’inverosimile e scandito da tempi comici perfetti, ai quali si contrappongono scene d’azione decisamente coinvolgenti e ben orchestrate, il film poggia la parte drammatica sulle spalle di Hela. Il personaggio interpretato da Cate Blanchett è l’unico che porta in questo terzo capitolo i toni cupi e drammatici dei precedenti. È incredibile come basti l’entrata in scena dell’attrice per cambiare di colpo il tono del racconto, portando la giusta tensione a una storia che rischierebbe di finire nella deriva della noia.

La portata di “Thor Ragnarok” è enorme fin dal titolo, ma il regista sembra non preoccuparsene, confeziona una pellicola dalla personalità propria, che paga la necessità di dover uniformarsi allo stile visivo delle altre produzioni dello studio, ma riporta inevitabilmente il pensiero alle prime pellicole, dove ogni personaggio aveva una propria personalità non solo derivante dai fumetti ma anche costruita da chi dirigeva l’intero spettacolo. Frizzante e divertente, non è comunque un film privo di difetti, ma dopo molte pellicole buone ma allo stesso tempo poco entusiasmanti, “Thor Ragnarok” rimette al centro il suo protagonista, lo ridefinisce e finalmente convince senza riserve. L’atto di coraggio della Marvel sta sicuramente nel credere nel personaggio al punto da fare tabula rasa di tutto e reinventarlo cinematograficamente, piegandosi alla necessità della pellicola che mai come per gli altri eroi è stata restia a vedere il dio del tuono impresso su di essa. Una scommessa rischiosa, ma vinta con pieno successo.

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Thor: Ragnarok
6.5
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