The Nightmare Before Christmas

The Nightmare Before Christmas – …un vuoto che non capirò…

“The Nightmare Before Christmas” è il primo lungometraggio animato uscito dalla geniale mente di Tim Burton; un mondo oscuro, dei personaggi bizzarri, ed una storia indimenticabile: tutte cose  che sommate danno come risultato un capolavoro da vedere e rivedere, il qale a distanza di anni non perde il potere magico di uscir dallo schermo ed arrivare direttamente al cuore di ogni spettatore. Proprio come in ogni fiaba c’è un mondo lontano che non aspetta che essere scoperto, ed eccoci quindi entrare nel paese di “Halloween” pieno di mostri ed esseri ripugnanti, comandati tutti da Jack Skellington il re delle zucche, un demone che dopo anni passati a spaventare le persone, sente dentro di se un senso di vuoto, si rende conto di non aver più i giusti stimoli per fare quello che fa. Una notte passeggiando nella foresta si ritrova davanti a degli alberi con degli strani disegni sul tronco, Jack verrà attirato verso uno con su disegnato uno strano pino tutto colorato e luccicante finendo risucchiato direttamente all’interno dello stesso, al suo risveglio si ritroverà nel paese del Natale.

Circondato da un mondo completamente nuovo, il re delle zucche sentirà colmato il suo vuoto, decidendo di organizzare lui stesso le prossime feste natalizie andandosi a sostituire direttamente a Babbo Natale. Sarebbe impossibile descrivere le innumerevoli emozioni che scaturiscono durante la visione di “The Nightmare Before Christmas”, un po’ perché tutti almeno una volta nella vita si sono ritrovati a fare i conti con le stesse angosce di Jack (per cui non venir trascinati dentro al racconto è impossibile), la desolazione dovuta alla quotidiana routine, l’inseguimento morboso di un’obbiettivo rivelatosi il più delle volte un fiasco. Il personaggio, la sua storia e tutto ciò che gli gravita attorno, sono malinconicamente commoventi perché  la parte drammatica di questa fiaba surreale è più reale e comune di quanto non si creda, nonché degno coronamento di una sceneggiatura adatta a tutte le età.

The Nightmare Before Christmas” è il riflesso dell’oscuro angolo della mente umana; dei sentimenti repressi consumati dalle parole non dette (si pensi al personaggio di Sally, eterna innamorata incapace di dar voce al suo cuore), ma non solo, il film di Tim Burton (diretto da Henry Selick) è una danza di emozioni intime che parlano al cuore tramite le indimenticabili melodie di Danny Elfman, il quale ci strazia con “Il lamento di Jack” per poi farci sorridere con “Far Natale”. Nulla non funziona o stona, nemmeno l’animazione stop motion che riesce a dare calore alla cromia scura ed all’ambientazione tetra dell’intera pelliocola; “The Nightmare Before Christmas” è quindi la rappresentazione di tutte quelle cose che non riusciamo ad esprimere a parole, ma che sono vive nella nostra mente ed alle quali ci aggrappiamo e fantastichiamo, proprio come Jack quando invocando un finto re (“re del blu, re del mai) ci ricorda di come noi quando parliano con noi stessi spesso cerchiamo qualcuno al di sopra di che ci ascolti e ci comprenda, che esaudisca sogni e desideri, perché nel profondo del nostro cuore tutti vorremmo poter vivere la nostra vita come la sognamo ed immaginiamo, anche se tutto questo dovesse andare a scapito di ciò che ci circonda.

Lo capirà infatti molto bene Jack, ed alla fine troverà dentro di se il necessario per colmare il suo vuoto accettandosi per quello che è a discapito di ciò che vorrebbe essere, accorgendosi che anche attorno a lui ci sono delle cose bellissime (Sally), basta solo fermarsi per poterle apprezzare. E sulle sagome di due innamorati con la luna a far loro da sfondo “The Nightmare Before Christmas”, ci saluta consegnandoci la più importante delle lezioni, sulle note di una melodia bellissima ed indimenticaile, rivelandosi non un Film da vedere ma da vivire per tutta la sua durata.

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