The Millon Dollar Hotel – Sogni a basso costo per tutti

Il “Million Dollar Hotel” è un contenitore di ospiti particolari, ognuno con una propria caratteristica ed unicità. Tra le sue stanze può trovare posto qualunque essere umano sfrattato a forza dalla società avara di seconde possibilità ed anche di benevolenza. Ma la vita sospesa dei popolani di questo particolare “atollo” inizia a cambiare quando l’agente speciale Skinner (Mel Gibson) va ad indagare tra le stanze e le persone dell’albergo. Niente sarà più come prima grazie ad un presunto omicidio che donerà la speranza di un sogno, o di un ritorno alla società che li aveva esiliati, a tutti i reietti dell’albergo. “Million Dollar Hotel” di Wim Wenders è la caduta in un baratro dopo il quale non esiste alcuna forma di risalita, ma al contrario è una strada in discesa a senso unico. Ogni stanza dell’albergo ha una propria storia, fatta di tradimenti, passioni, sogni e sentimenti, non importa che tipo di persona sia l’ospite, sono tutti ben accetti, perché per poter girare tra quei corridoi degradati bisogna avere effettivamente qualcosa da dire, da raccontare, ma soprattutto una personalità di cui non ci si deve vergognare. “Million Dolar Hotel” è la vittoria del sogno sulla realtà, il cammino verso la consapevolezza di noi stessi ove per comprendere il significato del vivere è indispensabile passare attraverso la morte, perchè l’esistenza in un modo ostile imprigiona l’essere in un catrame nero da cui sembra non esserci alcuna via di fuga. I piedi del protagonista che si staccano da terra (dal catrame) per spiccare un volo verso l’ignoto, sono li a dimostrare che la vita è una continua sorpresa, ed è proprio il suo non essere prevedibile che la rende l’esperienza più grande a cui l’uomo può ambire. Wenders consuma la candela del suo film tra voci fuori campo ed una schiera di freaks metropolitani dalla difficile digestione e assimilazione. Il suo voler raccontare una storia in bilico tra piano materiale e spirituale si è rivelato un compito più difficile del previsto per il regista de “Il Cielo sopra Berlino”, che riesce ad appesantire una storia oltre il limite della sopportazione. “Million Dollar Hotel” ha un cuore favolistico bellissimo, in netto contrasto con una rappresentazione che fa della prolissità di parole e tempi uno spreco inutile, appesantendo una pellicola che avrebbe dovuto scorrere leggera attraverso il cuore e gli occhi. Un film che cresce a dismisura fino ad implodere su se stesso, lasciando un senso di vuoto all’interno dello spettatore, il quale non potrà far altro che gustarsi la splendida colonna sonora, ad opera per lo più degli U2, unico valido motivo per cui sia valsa la pena produrre un titolo del genere.

The Million Dollar Hotel
The Millon Dollar Hotel – Sogni a basso costo per tutti
6.8
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