The Fast and the Furious: Tokyo Drift

The Fast and the Furious: Tokyo Drift – Cambio d’atmosfera

Fast & Furious - Saga

Il detto squadra che vince non si cambia viene completamente spazzato via dal produttore Neal H. Moritz, che con questo terzo capitolo dal titolo “The Fast and the Furious: Tokyo Drift”, fa tabula rasa del cast originale, della location losangelina, mettendo alla guida della pellicola Justin Lin e Chris Morgan a scrivere la sceneggiatura. Il registro cambia completamente ed il risultato è da un lato lodevole, in quanto tenta la strada del rinnovamento, dall’altro però Lin e Morgan non riescono a trovare la giusta sintesi nella messa in scena degli eventi.

Il giovane Sean Boswell (Lucas Black) ha la passione per i motori e le corse d’auto. Questa passione, unita a un carattere per niente accomodante, fa sì che finisca spesso in mezzo a guai seri. La madre all’ennesima bravata del figlio si vedrà costretta a mandarlo dal padre in Giappone. Sean si ritroverà a imparare usi e costumi della terra nipponica, imparando quasi subito che nel Sol Levante le gare di automobili si consumano nelle sfide di drift. Messosi nuovamente nei guai il padre lo manderà via di casa, ma il giovane street racers troverà accoglienza nella squadra di Han (Sung Kang), un pilota asiatico che in cambio di qualche crimine insegnerà al ragazzo come vincere nelle gare di drift. E visto che Sean si è deciso a sfidare nientemeno che un pilota al soldo della mafia giapponese, avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Questo “The Fast and the Furious: Tokyo Drift” è un film di corse clandestine e piccoli criminali strutturato come un teen movie con tutti gli archetipi che questo contiene. Infatti questa mescolanza, unita ad un cast che non ha il carisma necessario per supportare la pellicola, ben presto mostra tutti i suoi limiti. Infatti le parti dedicate alle corse e il fascino notturno che la Tokyo notturna infonde alle stesse, risultano spettacolari e sufficientemente appaganti. Al contrario tutti quei momenti in cui lo storia deve farsi strada tra i fotogrammi del film, sembrano improbabili o peggio, involontariamente ridicoli.

In “The Fast and the Furious: Tokyo Drift” il regista cerca per tutto il tempo di trovare una quadratura, tra azione e storia non riuscendoci praticamente mai, dando l’idea che né lui né il resto del cast tecnico credessero veramente sul possibile successo di questo terzo episodio. Più che un vero seguito questo “The Fast and the Furious: Tokyo Drift” sembra uno spin off dei due precedenti capitoli e seppur qualitativamente inferiore ad entrambi, riesce sicuramente a sfamare i patiti delle corse cinematografiche, anche se oltre al frastuono di motori e gomme il film non ha proprio nulla da dare.

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The Fast and the Furious: Tokyo Drift
2.5
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