Star Trek Beyond – Sabotaggio a tutto volume

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Una richiesta d’aiuto arriva a una base della federazione. Toccherà al capitano Kirk assieme all’equipaggio della USS Enterprise andare sulla vicina nebulosa per salvare quello che rimane di un gruppo di ricercatori, ma una volta arrivati verranno attaccati da un nuovo nemico di nome Krall che cela un oscuro segreto perso nei ricordi del tempo.

“I Can’t Stand It I Know You Planned It”

La canzone dei Beastie Boys “Sabotage” irrompe in questo terzo capitolo cinematografico ispirato alla serie tv omonima, quasi a sottolineare lo spirito della pellicola diretta da Justin Lin e prodotta da JJ Abrams. Il regista taiwanese che ha riportato lentamente al successo la saga di “Fast & Furious”, compie con “Star Trek Beyond” un atto di coraggio dirottando pesantemente la traiettoria narrativa creata dai capitoli precedenti, abbracciandone una maggiormente in linea con il prodotto di partenza, la serie televisiva. Justin Lin poteva tranquillamente riciclare il cast tecnico precedente e continuare il racconto incentrato sull’opposizione tra le figure del capitano Kirk e il tenente comandante Spock, costruendo un’altra avventura attorno all’evoluzione dei caratteri di questi (cosa che assieme all’immaginario di contorno era la vera novita introdotta da Kurtzman e Orci). Invece lavorando per sottrazione il regista assieme ai nuovi sceneggiatori (veri autori del cambio generale di tono), mettono il capitano Kirk al centro della storia evidenziando l’importanza dell’intero equipaggio della nave stellare Enterprise.

Il punto di vista diventa univoco e monodirezionale permettendo uno sviluppo che abbraccia toni e ritmi completamente diversi dai primi due capitoli. Questo terzo film è un seguito apocrifo che si prende la briga di smantellare tutto quanto creato fino ad ora (tranne l’impianto visivo), per restituire atmosfere in linea con le avventure ideate da Gene Roddenberry nel 1966. Scommessa rischiosa (in ballo il pubblico che ha amato questa nuova saga cinematografica), che si può considerare vinta anche se non del tutto, in quanto le parti più “sacrificate” sono le sequenze d’azione e la caratterizzazione degli elementi di contorno. Strano ma da Lin, visti i precedenti lavori, sarebbe stato auspicabile che la spettacolarità andasse a scapito del contenuto, ed invece in questo “Beyond” succede proprio il contrario. Seppur non manchino sequenze d’azione di tutto rispetto, queste si rivelano la parte meno riuscita del film, ove la spazialità della scena è sempre a rischio, rendendo il più delle volte complicata la comprensione di cosa stia accadendo.

Questo per un regista che ha di fatto contribuito a portare sullo schermo alcuni dei migliori e improbabili momenti di pura azione degli ultimi anni non era lecito aspettarselo, ma quello che ci si trova a vedere in questo episodio di Star Trek è una spettacolarità priva di tensione narrativa, forse proprio perché i caratteri dei personaggi a parte quello del capitano Kirk risultano oltremodo smussati. “Star Trek Beyond” seppur non esente da difetti, riesce comunque a non sfigurare rispetto ai precedenti capitoli e anzi si allinea ad essi nonostante riveli essere profondamente diverso, forte di un animo esplorativo al quale manca però una vera e propria avventura da raccontare a chi la vastità dello spazio può solamente immaginarla.

7.3
10
Buono

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