Scoop – Almeno una occasione nella vita.

Nel giornalismo lo “Scoop” è quella notizia talmente incredibile che una volta confutata riesce a smuovere tutta la stampa , per cui il fautore di questo ha la possibilità di passare dall’anonimato di una redazione, o del lavoro free-lance, all’olimpo delle celebrità. Il nuovo film di Woody Allen parla proprio dell’inseguimento di questo da parte di una studentessa di giornalismo americana (Scarlett Johansson), una ragazza piena di sogni e aspirazioni, con una vita davanti per realizzare se stessa. Un giorno partecipando allo spettacolo del mago Splendini (Allen) incontrerà lo spirito di un famoso giornalista, questo le confesserà proprio lo scoop dell’anno, ovvero l’identità del famoso killer dei tarocchi che altri non sarebbe se non Peter Lyman (Hugh Jackman), il figlio di una delle più importanti famiglie di Londra. Inizierà quindi, con l’aiuto del prestigiatore, un serie di indagini alla ricerca della verità, ma quando il cuore si metterà di mezzo la realtà non le sembrerà più la stessa, trovandosi a decidere la direzione da seguire. Secondo film del regista americano girato interamente a Londra ed ennesimo bersaglio perfettamente centrato. Dopo il mortuario “Match Point” Allen ritorna alla commedia proponendo un film che in superficie ha un sapore già conosciuto ricordando visivamente e strutturalmente alcuni suoi vecchi film, ma nelle venature della sceneggiatura nasconde la stessa sfiducia nella società moderna del suo precedente lavoro. Ad osservare bene questo “Scoop” sembra l’immagine speculare di “Match Point”, il thriller “narcisista” diviene una commedia “stracciona” dallo stesso gusto amaro, però qui in aggiunta c’è la morte, la quale ormai diviene icona visiva oltre a tema narrativo. Ed è proprio la mietitrice il punto di partenza del film, come in un cerchio si parte da essa passando per una “non vita” salvo ritornare tra le sue fila quando il tempo concesso termina. Proprio come ad un giornalista non è dato sapere dove e quando arriverà lo scoop, una persona non saprà mai preventivare dove e quando cesserà la propria esistenza. Nella parentesi vitale che separa l’inizio e la fine del cerchio, possiamo solo fare di tutto per dare un significato alla nostra esistenza perché questa venga ricordata, il problema nell’attuare questo sta nella società in cui viviamo. Una popolazione di persone che per futili cose smettono troppo presto di sognare (proprio come alla Johansson del film che  in nome dell’amore sta per mettere a riposo tutti i suoi sogni), ed il più delle volte quando riprendono a farlo la sabbia della clessidra è vicina alla fine. Avendo noi la possibilità di scegliere come spendere al meglio il nostro tempo, non dobbiamo sprecarlo in modo da crearci dei “se” in futuro, altrimenti quando ce ne accorgeremo potrebbe essere troppo tardi. Quindi come lo scoop ha dato una ragione d’esistere ad un’aspirante giornalista, noi dovremmo essere i forgiatori del nostro futuro personale. Allen in tutto questo ci augura buona fortuna.

Scoop
Scoop – Almeno una occasione nella vita.
6.4
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