Rocky Balboa – La fine di un’era

Un’uomo di schiena che alza il pugno verso il cielo a voler cercare gloria e riscatto, nel tentativo disperato di sentirsi nuovamente vivo. Questo accadeva nel 1976 e succede nuovamente oggi nel 2007, ed anche sono  trascorsi anni è bello vedere che le emozioni resistono al tempo. ”Rocky Balboa” è un film che stupisce positivamente in ogni suo aspetto, Stallone decide di chiudere un cerchio e lo fa nel migliore dei modi, inserendo in una pellicola spesso e volentieri mediocre una sincerità ed umanità che fanno dimenticare presto tutti i problemi che essa ha nel suo DNA. Questo ultimo capitolo del pugile di Philadelphia è un omaggio esplicito ai fans del personaggio, ma è anche una macchina del tempo che ci riporta alla mente il cinema degli anni settanta, infarcito di retorica fino a farlo soffocare in un susseguirsi di blocchi narrativi in cerca di una coesione coerente a volte negata. Ma anche questo non importa perché Sylvester Stallone vince la sfida egregiamente chiudendo con il personaggio che gli ha portato notorietà maggiore. Nel corso del film vediamo un uomo di sessant’anni che vince la sfida con l’ombra di un personaggio rapitore della identità reale di un attore ormai del tutto outsider, quasi diemnticato e spesso sghernito. “Rocky Balboa” ha un’impostazione classica ed impara dalla ragazza da un milione di dollari di Eastwood la spietatezza di una realtà che tende a disintegrare i miti, infatti la pellicola di Stallone sembra espandere quei punti mancanti di dialogo del film di Eastwood, dove i messaggi retorici li erano lasciati sottointesi tra gli sguardi dei protagonisti, in “Rocky Balboa” sono enunciati come perle di saggezza da parte del personaggio. Durante il film spesso scatta la risata per l’imbarazzo generato da alcuni momenti drammatici, ci si rende conto che Stallone riesce meglio a gestire le scene quando non cerca di sperimentare arditi movimenti di macchina, vengono messi in risalto spesso e volentieri i limiti recitativi di tutto quanto il cast, ma l’emozione di vedere tutti quanti credere in quello che fanno, osservare gente dimenticata dal mondo cinematografico riprendersi la notorietà che gli spetta è impagabile. Quando il tema musicale di Rocky fa nuovamente capolino nella scena, anche se siamo coscienti che non si è di fronte ad un film riuscito in ogni sua parte, non possiamo fare a meno di alzare anche noi il pugno per salutare la fine di un mito, la chiusura di un’era cinematografica e la riscoperta di un uomo, Silvester Stallone.

Rocky Balboa
Rocky Balboa – La fine di un’era
7
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