Pirati dei caraibi: Oltre i confini del mare

Pirati dei caraibi: Oltre i confini del mare – Quando la formula fallisce

Avevamo lasciato Jack Sparrow su di una barchetta da solo con la sua bussola e una mappa con tracciata la rotta per raggiungere la fonte dell’eterna giovinezza. In questo quarto capitolo dal titolo “Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare”, l’obiettivo del famoso pirata dalle fattezze di Johnny Depp è proprio la mitologica fonte. Ad aiutarlo nell’impresa troveremo Hector Barbossa che a capo della Perla Nera e con il benestare dell’imperatore Re Giorgio II d’Inghilterra, partiranno verso il tesoro. Ma Loro non sono gli unici, infatti ben presto scopriranno che anche il temibile pirata Barbanera con la sua ciurma di zombie sono sulle tracce della fonte, innescando così una rocambolesca corsa contro il tempo per raggiungere l’ambito tesoro.

Oltre i confini del mare

“Pirati dei caraibi: Oltre i confini del mare” è il quarto capitolo che vede nuovamente Depp protagonista, Bruckheimer sulla sedia del produttore, ma in cabina di regia Verbinsky lascia il posto a Rob Marshall, il quale firma sicuramente un capitolo decisamente sottotono. Il regista di Chicago, pur potendo contare su un cast nutrito, possenti mezzi produttivi e palesemente a disagio nella gestione di questa imponente avventura fantasy. Il cineasta americano non riesce mai a dare forma personale alla materia, depotenziando molti momenti che avrebbero meritato sicuramente un maggior respiro epico e spettacolare. La sceneggiatura ad opera nuovamente di Ted Elliott e Terry Rossio si rivela ricca di eventi, che però non esplodono mai sullo schermo.

Oltre i confini del mare

Penélope Cruz che interpreta la figlia di Barbanera, non ritrova l’alchimia con Depp che avevano sfoggiato in “Blow” e il risultato è che il suo personaggio sembra sempre una macchietta fuori posto. “Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare” è un film in cui le molteplici sorprese, rimango tali solamente sui fogli della sceneggiatura, schiacciate da una macchina produttiva che si muove con l’agilità di un elefante in una gioielleria. La spettacolarità non manca, ma la noia e l’impressione che tutto sia troppo meccanico affossa un quarto capitolo incapace di reinventare l’immaginario che ruota attorno alle avventure di Jack Sparrow.

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Oltre i confini del mare – Diario di un Cinefilo Pigro
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