Piove sempre sul bagnato: ho preso CIAK di Gennaio

Piove sempre sul bagnato: ho preso CIAK di Gennaio

Mentre metabolizzo la prima puntata andata in onda su FOX di “American Horror Story – La Congrega” mi ritrovo senza caffè e con il frigo che sembra la fiera del bianco da quanto è vuoto. Recandomi al supermercato per sanare la crisi alimentare casalinga, i miei occhi cadono su due riviste diverse dalla copertina pressochè identica (le scritte sopra l’immagine differiscono, per fortuna almeno quello). Sto alludendo a “Ciak” e “Best Movie”, le cui redazioni hanno deciso di mettere il lupo di Wall Street in bella mostra a piena pagina (Ciak però è in edizione da collezione con doppia copertina). Nel vederle mi sono chiesto da quanti anni non sfogliavo le pagine del mensile Mondadori e siccome non erano pochi, ho deciso di acquistarne una copia (ho anche riflettutto sull’utilità di spendere soldi per una rivista cartacea colma di notizie già vecchie a causa del web, ma questa è altra storia). Arrivo a casa, mentre la cialda color viola del caffè riempie la tazzina (sono caduto vittima di “Lavazza modo mio”), inizio a sfogliare il mensile e subito nella mia mente sono riaffiorati i motivi per cui avevo smesso di leggerlo. Infatti se da un lato ha sempre questo bilanciamento tra notizie, pettegolezzi e rubriche, i contenuti e la loro qualità rimangono in caduta libera (film commentati in sei righe tipo “Il Procuratore”, nemmeno la trama in quel poco spazio tra un po’), ma cosa ancora peggiore il layout grafico della testata è fin troppo datato, o meglio è quasi praticamente lo stesso degli anni passati. Continuando la lettura inizio a ritrovare il sapore che si prova nel tener tra le mani della carta stampata con notizie riguardanti il mondo cinematografico, ma ahimè anche qui le parole sembrano stanche e sopratutto molte più di quelle necessarie per l’argomento (sempre rigaurdo alla doppia pagina dedicata al film di Scott, ci sono praticamente immagini e curiosità inutili e sostanza pochissima), si insomma la sensazione è che si cerchi di riempire la pagina alla meno peggio con contenuti dalla fruizione veloce che possano accontentare un poco tutti. Veramente una sensazione bruttisima è quella restituita dalla lettura della testata. Ora posso capire che l’editoria è in crisi, sicuramente i budget mensili per il giornale sono diminuiti, ma la passione di cui dovrebbero essere intrise le pagine sembra essersene andata con il taglio dei costi per realizzarla. Bisogna anche ammettere che il numero di Gennaio è dedicato ai 100 film di questa nuova stagione cinematografica,  quindi lesionisticamente ho deciso di fare mio anche l’uscita di Febbraio, sperando di trovare un numero dove i caratteri stampati siano dedicati ai film e loro autori, più che a curiosità legate al mondo del cinema. Certo ogni rivista viene redatta per un pubblico di lettori precisi, quindi probailmente sono io stesso a non avere più lo sguardo adatto ad una pubblicazione come questa.

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