Mission: Impossible III

Mission: Impossible III – Bruce Geller ringrazia.

Se Bruce Geller potesse vedere “Mission: Impossvile III”, terzo capitolo cinematografico tratto dalla serie televisiva da lui creata, a fine proiezione la sua faccia, probabilmente, avrebbe il viso di chi è soddisfatto per quello a cui ha assistito. Diciamo fin da subito la cosa che tutti vogliono sentire: il terzo capitolo diretto da J.J Abrams per coerenza alla serie televisiva è il migliore dei tre, se invece lo mettiamo a confronto con i precedenti capitoli esce dallo scontro meno bene di quello che ci si potrebbe aspettare. Il confronto con l’originale televisivo, vede questo terzo capitolo superare non di poco i precedenti episodi cinematografici, divenendo il migliore adattamento dei tre (ma non è per forza un bene).

Ethan Hunt (Tom Cruise) è innamorato ed è in procinto di sposarsi, i lanci da elicotteri e le corse in moto sono oramai i ricordi di un’istruttore della IMF. La vita privata che sta cercando di costruire, viene definitivamente infranta quando il trafficante di armi Owen Davian (Philip Seymour Hoffman), rapisce la sua futura sposa costringendo Hunt a lavorare per lui e recuperare, ma rubare sarebbe il termine migliore, un’arma dagli effetti sconosciuti chiamata zampa di coniglio. A grandi linee questa è la trama del film, sicuramente non brilla per originalità e viene quasi da chiedersi se servivano tre sceneggiatori per concepirla.

Il terzo capitolo diretto da J.J Abrams per coerenza alla serie televisiva è il migliore dei tre, se invece lo mettiamo, impropriamente sia chiaro, a confronto con i precedenti capitoli esce dallo scontro meno bene di quello che ci si potrebbe aspettare.

Nonostante tutto “Mission: Impossible III” ha il grande merito di far vedere in azione una squadra, piuttosto che un Hunt battitore libero come nei precedenti capitoli. Questa oltre ad essere la vera novità offerta agli spettatori si rivela la sua arma vincente. Ora nonostante l’uomo di punta rimanga il personaggio interpretato da Tom Cruise, assistiamo ad un lavoro corale per portare a termine i vari obbiettivi, e questo porta una ventata d’aria freschissima nella serie cinematografica, regalando allo spettatore delle sequenze d’azione molto più avvincenti, in quanto ogni membro della squadra diviene importante per la riuscita delle varie operazioni.

A evidenziare ciò troviamo praticamente ogni parte del film, anche se il lavoro di squadra trova la sua migliore sottolineatura, nella sequenza ambientata nello stato Vaticano. Ma se le sequenze d’azione sono sempre ben congeniate, a parte qualche ripresa qua e la che viene perdonata per via dell’inesperienza di Abrams, inerente al grande schermo, le parti meno riuscite sono quelle tanto decantate dallo stesso regista e sceneggiatore in cui si cerca di dare un background ai vari personaggi. Qui sta il limite più grande del film e mostra al mondo la provenienza televisiva di J.J. Abrams.

Purtroppo caratterizzare un  personaggio in un film dove il tempo a disposizione è di due ore, non può essere fatto nello stesso modo che in una serie televisiva che conta molti episodi, questo è sicuramente chiaro al regista ma nonostante la consapevolezza di ciò non riesce ad essere incisivo nel modo sperato. La fortuna è che questo tipo di intermezzi sono una parte veramente misera del minutaggio globale del film, così appena parte un’altra sequenza d’azione ritorniamo in un’attimo all’interno del filone principale ed inizia nuovamente il divertimento.

Si perché è fuor da ogni dubbio che questa terza missione sia la più ricca di azione, per la quasi totalità della durata non si vedranno altro che sparatorie, inseguimenti, voli acrobatici, ma realizzati veramente bene con una tensione dosata sempre al punto giusto, così come l’umorismo, facendo risultare la visione mai ripetitiva o ridondante. Anche se l’azione non ha l’eleganza cinetica di quella del secondo capitolo, anche se la storia vorrebbe fare il verso a quella del primo, questo “Mission: Impossible III” alla fine crea una propria identità filmica e visiva che cammina sulla linea di confine che separa il cinema dalla televisione, ma visto il materiale di partenza questo non fa che aumentare l’indice di gradimento.

Traendo delle conclusioni possiamo dire che il film funziona, magari non sempre benissimo, gli attori sono tutti perfetti tra cui segnaliamo il ritrovato Ving Rhames nei divertenti panni di Luther e un Laurence Fishburne a capo della IMF, l’azione c’è, lo scontato lieto fine che tutti vogliono pure, ed infine la sensazione di aver buttato i soldi del biglietto questa volta fortunatamente non c’è. Appuntamento alla quarta missione dunque, questa volta però non più con Ethan Hunt, gli anni passano anche per lui poi amore e matrimonio speriamo siano più importanti, ma con il suo più che valido sostituto qui in azione per la prima volta e che ha il viso di Jonathan Rhys Meyers.

Dove Vedere Mission: Impossible III
Mission: impossible 3
Mission: Impossible III
In breve
Il terzo Mission:impossible diretto da J.J Abrams per coerenza alla serie televisiva è il migliore dei tre, se invece lo mettiamo, impropriamente sia chiaro, a confronto con i precedenti capitoli esce dallo scontro meno bene di quello che ci si potrebbe aspettare.
6.5
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