Mission: Impossible II

Quanto veloce scorre il tempo.

Mission: Impossible II – Quanto veloce scorre il tempo?

In “Mission: Impossible II” l’azione dalla fredda europa del primo capitolo, si sposta nella calda Australia. Una nuova cura per l’influenza chiamata Bellerofonte è pronta per essere distribuita, una malattia mortale per rendere necessaria l’ultima creazione farmaceutica si chiama Chimera, pure questa sta per essere distribuita. Ma cosa succede se qualcuno riesce a rubare l’antidoto, scombinando i piani di vendita di una multinazionale farmaceutica, per rivenderlo al miglior offerente, magari perché possa essere così diffuso il virus? Semplice la squadra missione impossibile si vede costretta a recuperare l’antidoto, distruggere il virus, e fermare anche questa volta i cattivi.

Eccoci nuovamente nella tipica giornata lavorativa dell’agente segreto Ethan Hunt (TomCruise), costretto ad usare come esca la donna che ama, una bellissima ladra di nome Nyah (Thandie Newton), per scoprire i piani del suo ex collega Sean Ambrose (Dougray Scott) e fermarlo.Capitolo due che porta un sacco di novità, su tutte spicca sicuramente il passaggio di testimone dietro alla macchina da presa, qui affidata alle mani del regista cinese John Woo in trasferta sul suolo a stelle e strisce.

impossible

Il regista cinese si concentra come suo solito sul dualismo tra buono e cattivo, mostra il corrispettivo scambio di ruoli caro a molti suoi film come ad esempio il precedente “Face Off” o il vecchio “A better Tomorrow”

Questa scelta ha avuto ripercussioni praticamente su tutta la pellicola, cambiando narratore, come era logico aspettarsi, sono mutati anche i risultati finali dell’intera produzione. Dove il primo capitolo nelle mani di De Palma, si divertiva a mettere in luce le parti inesplorate del mondo delle spie, rimanendo comunque abbastanza fedele anche al telefilm originale, il secondo capitolo si stacca dal telefilm per quel che concerne la linea di pensiero, realizzando però una cinetica corsa contro il tempo al quale il nome missione impossibile gli si cucisce addosso come uno dei migliori abiti.

impossible

John Woo propone allo spettatore la sua personale interpretazione del titolo “Mission: Impossibile”, realizzando un film che condivide solo i nomi dei protagonisti con il primo capitolo, che poco assomiglia alle dinamiche della serie televisive, ma però ricorda molto da vicino l’agente segreto cinematografico per antonomasia, Bond…James Bond. Il regista cinese si concentra come suo solito sul dualismo tra buono e cattivo, mostra il corrispettivo scambio di ruoli caro a molti suoi film come ad esempio il precedente “Face Off” o il vecchio “A better Tomorrow”. Ambientato in Australia questa nuova missione differisce dalla prima non solo per contenuti ma anche per colori e ambientazioni utilizzate.

La terra dei canguri si presta molto bene come scenario di sfida tra il bene ed il male, con tutte le sue contrastanti tonalità ed i paesaggi sconfinati regala scorci visivi di assoluta bellezza, ottimamente catturati all’interno dei fotogrammi. Ma sono proprio le 24 istantanee al secondo che stupiscono maggiormente, probabilmente se potessero parlare vorrebbero rallentare per via del “fiatone” messo loro dalle scene realizzate da Woo, ma anche dal cronometrico montaggio fatto delle stesse. Dal momento in cui scorrono i titoli di testa il ritmo del film è in continuo crescendo che non riserva noia di genere allo spettatore.

impossible

“Mission: Impossibile II” ha alcune delle migliori sequenze d’azione mai realizzate, come ad esempio Hunt che entra di notte nell’industria farmaceutica, oppure Ambrose che ruba Bellerofonte all’inizio del film, meno spettacolare ma dotata di un phatos adrenalinico. Ma visto che lo script all’interno aveva anche una storia romantica, ecco che Woo forte dei luoghi comuni ad essa legati, la mescola degnamente all’interno della storia e anche questa aiuta a mantenere viva l’attenzione specie sul finale. Di sicuro la seconda avventura di Ethan Hunt non ha una storia originale, scorda pure il DNA televisivo da cui proviene, ma nelle mani del regista cinese riesce a non assaporare di già visto.

impossible

Se molte scene sono al limite dell’incredibile, svolgono il loro lavoro nel migliore dei modi restituendo vitalità ad un genere che sembrava aver detto ormai tutto. Qualcuno potrebbe obbiettare la verosimiglianza del tutto, ma a far cadere determinate tesi, troviamo proprio il capo di Hunt, interpretato da un Anthony Hopkins divertito di questo cameo, che con la frase “Questa non è missione difficile, è missione impossibile.” fa presagire cosa aspettarsi dopo soli dieci minuti di pellicola.

Tom Cruise ormai è l’agente Hunt come Connery fu Bond all’epoca, voce fisico ed espressioni son perfette per ogni scena, come pure il resto del cast non sfigura mai risultando sempre credibilissimo. Un film riuscito, spettacolare, fracassone e visivamente accattivante, un film di John Woo con tutti i pregi e difetti che ciò ne comporta, prendere o lasciare.

Dove Vedere Mission: Impossible II
mission-impossible-ii-520609daafc1e
Mission: Impossible II
In breve
In Mission:impossible-2 il regista cinese si concentra come suo solito sul dualismo tra buono e cattivo, mostra il corrispettivo scambio di ruoli caro a molti suoi film come ad esempio il precedente “Face Off” o il vecchio “A better Tomorrow”
7.8
Acquistalo su

Top 3 ultimo mese

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: