Le ragazze di Wall Street

Destiny (Constance Wu) e Ramona (Jennifer Lopez) sono due ballerine di lap dance che nonostante le ore passate con i clienti del locale, per lo più broker di Wall Street, faticano a sostenere le loro spese quotidiane. Unendo le forze escogiteranno un piano per arricchirsi ai danni dei clienti più facoltosi. Con l’aiuto di altre lap dancers inizieranno così a organizzare party privati al cui centro c’è il singolo uomo d’affari che voglioso di divertirsi finirà prima drogato e poi derubato. Con questo trucchetto le ragazze inizieranno ad arricchirsi, ma con i soldi arriveranno anche altri problemi da affrontare.

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Nel panorama cinematografico commerciale americano odierno costruito su franchise e spin-off, “Le ragazze di Wall Street” di Lorene Scafaria sulla carta ha un potenziale enorme. Potrebbe quasi essere un’appendice de “La Grande Scommessa”, tutta dedicata a quelle ballerine di night club che nel fantastico film di Adam McKay raccontavano come fosse normalità il fatto di avere mutui su mutui per acquistare molto più di quanto potessero permettersi (il capitalismo rende ciechi). Questa pellicola potrebbe essere il racconto di come abbiano affrontato la perdita di ogni cosa dopo la crisi bancaria del 2008. La pellicola della regista americana ha l’occasione di raccontare cosa sia successo alla fine della festa.

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Ma “Le ragazze di Wall Street”, se mai avesse avuto queste ambizioni, le ha lasciate sui fogli della sceneggiatura. Fantasticare a posteriori è estremamente piacevole quando ci si trova davanti a un film con delle risorse di base capaci di innescare scintille (infatti è tratto da un articolo di cronaca). “Le ragazze di Wall Street” invece che elevarsi a commedia nera, si rivela ben presto un titolo incapace di andare oltre la superficialità della bellezza delle sue protagoniste, tra cui troviamo una Jennifer Lopez che riesce ad essere convincente proporzionalmente agli strati di vestiti che si toglie (occasione mancata per l’attrice che difficilmente troverà un altro personaggio così adatto a lei).

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Il film potrebbe comunque far riflettere sulle azioni sconsiderate e criminali dei personaggi, ma tutto è piatto e patinato e per gran parte del racconto le risate non mancano, ma sono tutt’altro che amare. La vera riflessione che s’innesca di fronte a una simile pellicola riguarda la situazione vegetativa in cui giace gran parte del cinema americano contemporaneo, incapace di assumersi delle responsabilità civili e completamente schiacciato dal politicamente corretto. Fa ridere quindi leggere che questo sia il lavoro di riscrittura cinematografica di un articolo di cronaca.

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Deprime pensare che un tempo da una simile base di partenza nascevano alcune tra le più grandi pellicole d’inchiesta come ad esempio “Insider”, “Quel pomeriggio di un giorno da cani” ed oggi le produzioni di una certa grandezza, riescono solamente a mettere assieme una commedia innocua, che alla fine non ha nemmeno il coraggio di prendere una posizione su quanto accaduto. In definitiva un film trasparente che regala lo stesso piacere di una bibita gassata bevuta dopo essere stata scossa per ore.

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“Le ragazze di Wall Street” invece che elevarsi a commedia nera, si rivela ben presto un titolo incapace di andare oltre la superficialità della bellezza delle sue protagoniste, tra cui troviamo una Jennifer Lopez che riesce ad essere convincente proporzionalmente agli strati di vestiti che si toglie
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