Il signore del male

Il signore del male – Religione e metafisica

Decimo film di John Carpenter “Il signore del male” è la prima pellicola, di una serie, che il regista americano filma staccandosi dalle meccaniche produttive dei grandi studios di Hollywood. Dopo la travagliata produzione di “Grosso guaio a Chinatown“, conclusasi con un immeritato flop al botteghino, Carpenter decide di prendere le distanze da produttori troppo invadenti, in modo da ottenere nuovamente il completo controllo sul processo creativo. Anche quando questo comportava scendere a patti con elementi accessori, quali ad esempio l’utilizzo di articolati effetti speciali. “Il signore del male” però conferma che la genialità non si cela nei mezzi con i quali l’artista opera, ed infatti nonostante le palesi ridotte dimensioni produttive è diventato un cult assoluto.

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Il film è un ottimo esempio di come ottenere il massimo dal minimo, grazie a una trama ben strutturata, l’utilizzo sapiente di una manciata di set e un cast scelto con millimetrica precisione. Siamo distanti dai capolavori che Carpenter ha realizzato nella sua carriera, ma non siamo nemmeno lontanamente dalle parti di un horror realizzato per “fare cassa”. “Il signore del male” è sicuramente una pellicola che va oltre il sangue e le mostruosità, per trattare una tematica interessantissima: l’eterno scontro tra religione e scienza. Questo lo fa calando la diaspora in un immaginario orrorifico costruito su una tensione crescente, pronta ad esplodere in un finale che lascia volutamente allo spettatore il compito di trovare un giusto epilogo al racconto.

Il signore del male

“Il signore del male” parla del ritrovamento da parte di un gruppo di studiosi di un cilindro contenente una strana sostanza. Questo liquido verdastro in costante movimento sembra sia l’essenza del male, che comunica attraverso espressioni algebriche, rilevate da alcuni macchinari collegati al contenitore. Quando l’inaspettata apertura del cilindro con l’ovvia fuoriuscita del liquido, inizierà a convertire chi vi entra in contatto in feroci assassini senza coscienza, quelle che sembravano solamente leggende o teorie iniziano a divenire realtà. Il gruppo di scenziati con l’aiuto di un prete, dovranno trovare un modo per fermare al più presto quella che a tutti gli effetti è l’inizio dell’apocalisse.

Il signore del male

John Carpenter a briglia sciolte con “Il signore del male” riflette sulla Chiesa, ma sopratutto sulla legittimità della dottrina che questa professa da sempre. Il film non ragiona sulla necessità di credere o meno, quella è una facoltà che ha ogni persona e che non sta ad altri giudicarla. No, “Il signore del male” si chiede di punto in bianco: se tutto quello che fino ad oggi abbiamo appreso non corrispondesse a verità? Se non fosse stato il figlio di Dio quello che da sempre viene pregato, ma in realtà fosse quello del diavolo? Cosa accadrebbe se scoprissimo tutto quello che fino a ieri abbiano sempre pensato fosse buono di colpo diventasse cattivo? Come reagiremmo a una simile rivelazione?

Il signore del male

“Il signore del male” tutti questi quesiti li pone allo spettatore, ma ci ragiona durante tutta la sua durata tramite il confronto tra il prete, interpretato da Donald Pleasance e il capo degli studiosi, Howard Birack (Victor Wong). Un film dell’orrore che affronta la metafisica e il conflitto tra bene e male che la caratterizza. “Il signore del male ipotizza l’esistenza di una dimensione parallela speculare alla nostra ove tutto è accaduto al contrario. Il cilindro non è altro che un elemento estraneo il cui unico scopo è quello di unire i due mondi portandoli all’ovvia distruzione. Servirà nuovamente un sacrificio dettato da un sentimento puro, l’amore, per bloccare la fine di tutte le cose.

Il signore del male

La prima parte de “Il signore del male” funziona al meglio, restituendoci un Carpenter (che qui firma la sceneggiatura con lo pseudonimo di Martin Quatermass) al suo meglio. Il film inizia a far vedere i limiti del budget (solamente 3 milioni di dollari), quando per ovvi motivi deve iniziare a smettere di teorizzare e iniziare a spaventare. Gli effetti speciali seppur centellinati e ben calati nelle scene grazie a un buon uso delle luci, rimangono comunque poco riusciti. Il confronto tra le forze del bene e quello del male, quando queste sono ormai delineate e schierate, risulta troppo frettoloso.

Il signore del male

I difetti che “Il signore del male” porta con se, non bastano comunque ad affossare il film. Dotato di una colonna sonora, come sempre di Carpenter, perfettamente capace di supportare al meglio le immagini e di una tematica che permette al cineasta di portare il racconto in ogni direzione desiderata, “Il signore del male” rappresenta un unicum nel genere horror. Tanto vuole spaventare, quanto teorizzare, Carpenter magari verso la fine non trova il giusto compendio tra gli elementi, ma regala uno spettacolo affascinante e indimenticabile.

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