Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo – Indy è tornato

E’ innegabile che ci siano personaggi e saghe cinematografiche riuscite a ritagliare un giusto spazio nel cinema mondiale, come pure nel cuore dello spettatore. Il regista/produttore George Lucas è riuscito a crearne addirittura due senza partire da testi scritti, stiamo ovviamente parlando della saga di “Guerre Stellari” e “Indiana Jones”, ed oggi a quasi vent’anni di distanza dall’ultima avventura dell’archeologo, il regista Steven Spielberg assieme all’amico Lucas riportano il professor Henry “Indiana” Jones Jr. al cinema, interpretato ancora una volta da uno stupefacente (e vista l’età è proprio il caso di dirlo) Harrison Ford.

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

La storia di “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” vede Indy alle prese con il mistero dei teschi di cristallo della civiltà Maya. Durante l’inizio della guerra fredda ed in pieno maccartismo, il professor Jones è costretto a scappare dall’America a causa della sospetta simpatia per la causa comunista. Rivedrà interamente il suo programma “d’evasione” a causa della richiesta d’aiuto di un amico in pericolo. Assieme al giovane Mutt Williams (Shia LaBeouf) partirà per un’avventura che lo porterà nel cuore dell’Amazzonia, nel mezzo di tribù indigene poco socievoli e un drappello di militari russi interessati al mistero nascosto dai teschi.

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” segna non solo il ritorno di un personaggio amato, ma anche del cinema d’avventura venato di fantastico, che in oltre vent’anni ha disertato parecchio il grande schermo. Spielberg dietro la macchina da presa è subito a suo agio, proprio come Ford nelle vesti dell’archeologo, finendo per regalare due ore d’intrattenimento di lusso come raramente si trova nel cinema odierno, sempre più affidato alla bravura degli interpreti che alla direzione degli stessi. Ambientazioni affascinanti e maestose, unite ad un’invidiabile fluidità narrativa (la quale non crea nessun calo di ritmo per la totale durata della pellicola), creano il giusto equilibrio tra azione ed umorismo che contraddistingue da sempre la saga.

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

E’ evidente che questo quarto episodio risenta dell’ombra dell’odierno modo di concepire il cinema secondo Spielberg, nonostante la spensieratezza de “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, all’interno il regista non dimentica di strizzare l’occhio sulla “caccia alle streghe” trasformando un eroe americano come Indy in un comunista obbligato a fuggire, mostrando al mondo che non sempre la nazione più potente è anche la più saggia, anzi al contrario spesso e volentieri sbaglia nel giudicare i propri cittadini. Allo stesso tempo però ritroviamo oltre al pessimismo autocritico.

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Il regista sognatore che tanto ci aveva stregato con “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, affascinato dal voler unire civiltà moti distanti tra loro nel tempo e nello spazio, lasciando comunque spazio al dubbio di cosa potrebbe succedere se due civiltà tanto diverse entrassero tra loro in contatto, la domanda lascia spazio alla risposta e questo è forse l’aspetto più cupo che già avevamo incontrao nel precedente “Munich”. “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” è sicuramente un tassello importante per la saga come pure per la carriera cinematografica di Spielberg il quale, come detto prima, ritrova un equilibrio invidiabile tra fluidità e spettacolarità.

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Il fulcro di questa nuova avventura, ossia i teschi di cristallo, magari è meno affascinante del Santo Graal o dell’Arca dell’Alleanza, ma bastano pochi minuti per trovarsi magnificamente negli anni cinquanta con tutte le loro paure (la bomba atomica, la guerra fredda) e i loro sogni. Si potrebbe storcere il naso sul taglio “improbabile” di alcune scene, ma basterebbe ricordare quante ne erano contenute nei precedenti capitoli per godersi tranquillamente lo spettacolo.

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Proprio come nei precedenti film del regista, anche questa volta Spielbrg riesce ad incollare lo spettatore il quale non avrà mai tempo per pensare al paradosso (cosa su cui questa saga si fonda, basta riflettere un attimo sulla figura del protagonista), ma solo di godersi lo spettacolo. Al termine delle due ore salutiamo il grande ritorno del cinema d’avventura il quale grazie al professor Jones è tornato a mostrare che l’idea giusta nelle mani giuste fa ancora la differenza.

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