I ragazzi stanno bene

I ragazzi stanno bene – Non puoi possedere ciò che desideri

Laser e Joni sono rispettivamente fratello e sorella concepiti da due diverse madri ma dallo stesso padre mediante inseminazione artificiale. Jules e Nic sono, infatti, due mamme lesbiche che sotto il loro tetto coniugale si amano e amano indistintamente entrambi i figli, tentano di educarli al meglio e anche di aiutarli ad affrontare i loro problemi. Joni che arrivata alla maggiore età si appresta ad andare al college, si lascia convincere dal fratello Laser a compiere una telefonata che porterà un’inaspettata novità nelle loro vite, ma soprattutto alla loro famiglia.

I ragazzi stanno bene

Joni, infatti, contatterà la banca del seme che la metterà in contatto con il proprio “padre”, un ristoratore biologico californiano, più quest’ultimo entrerà nelle loro vite e maggiormente cambierà il loro approccio alla quotidianità famigliare. “I ragazzi stanno bene” di Lisa Cholodenko è una commedia famigliare dal gusto “classico”, che riesce a sfruttare con estrema delicatezza molti temi attuali, tra cui l’omosessualità e la nascita in vitro.

I ragazzi stanno bene

L’estrema leggerezza con cui il racconto riesce a evolversi senza rimanere mai superficiale è il vero punto di forza di un cinema che predilige le emozioni scaturite dalle prove attoriali (Annette Bennig è la mattatrice assoluta della pellicola costruendo un personaggio incredibile), alla tecnica registica (in questo ricorda il Ferzan Ozpetek de “La finestra di fronte“), senza dimenticarsi la piacevolezza d’intrattenere con intelligenza qualsiasi tipo di pubblico.

I ragazzi stanno bene

Il cinema della Cholodenko nasce e si svolge in completa orizzontalità, senza alcun tipo d’interferenza, senza cadere nella tentazione di costruire un’intelaiatura complessa per strizzare l’occhio a una fascia ristretta di sguardi che cercano la complessità e l’originalità a tutti i costi non accontentandosi del candore di una messa in scienza perfetta senza fronzoli, che basa la sua riuscita sulla piacevolezza del racconto.

I ragazzi stanno bene

“I ragazzi stanno bene” è un cinema già conosciuto, percorre binari già tracciati, ma allo stesso tempo diventa potente e dolce grazie ad una semplice stratta di mano tra Annette Benning e Julianne Moore, un abbraccio tra  Mia Wasikowska e Josh Hutcherson, o a una riflessione di Mark Ruffalo sull’importanza di costruire qualcosa che vada oltre all’appagamento egoistico personale. “I ragazzi stanno bene” è quel cinema solare che protende le mani e ci invita a entrare in esso quasi fosse una seconda casa.

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I ragazzi stanno bene
6.5
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