Giovani Streghe

Giovani Streghe – Al Karma non si sfugge

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Nel 1996 il regista e sceneggiatore Andrew Fleming scrive e dirige “Giovani Streghe” (“The Craft” in originale), che rappresenta a tutt’oggi il picco massimo della sua carriera, ma allo stesso tempo un titolo divenuto cult grazie, come spesso accade, al passaparola in home video. La pellicola è un horror soprannaturale ideato per un pubblico adolescenziale, che unisce l’esperienza quotidiana di un gruppo di liceali, spesso tenute in disparte e bullizzate, con la stregoneria. Fleming oltre a dirigere mette a punto la sceneggiatura su cui avevano lavorato Douglas Wick e Peter Filardi.

Ambientato a Los Angeles “Giovani Streghe” inizia facendoci conoscere la bella e problematica Sarah Bailey (Robin Tunney), che trasferitasi da San Francisco ha qualche problema ad integrarsi con gli studenti della scuola cattolica “St. Benedict’s Academy”. Nel giro di poco tempo Sarah stringerà amicizia con Nancy, Bonnie e Rochelle (Fairuza Balk, Neve Campbell, Rachel True), tre anticonformiste ritenute delle vere e proprie streghe dai compagni d’istituto. Quando Rochelle vedrà Sarah far levitare una matita in classe si convincerà che quest’ultima potrebbe essere il quarto elemento che manca per chiudere un cerchio magico elementale. Le tre ragazze infatti cercano di compiere dei rituali che possano dare loro il potere necessario per ottenere una normalità quotidiana che è loro negata al momento.

Nancy vive in una roulotte con una madre ubriaca e un patrigno violento, questo ha fatto in modo che in molti la credino una ragazza estremamente volubile con gli uomini. Bonnie ha un problema cutaneo che la costringe a indossare degli abiti coprenti, alimentando voci sul fatto che il suo corpo sia deforme. Rochelle subisce bullismo razzista in quanto nera. Le tre ragazze quando capiscono che Sarah è la persona adatta a chiudere il cerchio magico trasformandole in streghe vere e proprie, la convinceranno a unirsi ad un rito collettivo per evocare una divinità della natura di nome Manon. Le giovani riusciranno nel loro intento, ma ottenuti i poteri, ben presto capiranno ogni cosa ha un prezzo.

Esce nell’estate del 1996, con un budget di quindici milioni di dollari “Giovani Streghe” riesce a portarne a casa quasi cinquantasei in tutto il mondo, non rivelandosi un successo trascinante, ma più che dignitoso. La critica è stata abbastanza unanime nel definire molto buone le interpretazioni delle protagoniste, ma poco consistente la storia. Questo non ha impedito alla pellicola di ricavarsi uno spazio nel cuore di molti appassionati, soprattutto con le successive uscite in home video. “Giovani Streghe” di Andrew Fleming è un film di “mestiere”, che nel secondo tempo preferisce lo spettacolo condito da effetti speciali, fuggendo dalle tematiche legate alla necessità di emancipazione delle protagoniste, che nella prima parte erano state incastrate a dovere nella trama.

“Giovani Streghe” è il classico film horror estivo dedicato ad un pubblico di giovanissimi, esteticamente creato per fare presa su chiunque in qualche modo, almeno una volta, si sia ritrovato fuori posto come le protagoniste. Spiace che la magia, da metafora del potere femminile, si trasformi verso la fine in un pretesto per un carrozzone di effetti speciali mossi dall’onnipresente meccanismo del karma. Andrew Fleming per quanto abbia egli stesso contribuito alla stesura finale della sceneggiatura, sceglie la strada più comoda per terminare il proprio film, delineando perfettamente il bene dal male, abbandonando la riflessione sul potere e su come questo non sia solamente bianco o nero, ma estremamente sfumato a seconda di chi lo manipola.

“Giovani Streghe” ha dalla sua un cast assolutamente ben calato nei rispettivi ruoli, su cui svetta Fairuza Balk, grazie anche a un personaggio che subisce più degli altri i cambiamenti che un potere incontrollabile comporta. Rivedere oggi la pellicola di Fleming, a quasi trent’anni dalla prima uscita, non restituisce una sensazione kitsch come accade con molti titoli di quegli anni, ma risulta una piacevole visione. Seppur abbiano tentato la strada del seguito/remake, “Giovani Streghe” classe 1996 rimane un cult che ha stregato più di una generazione da scoprire o riscoprire, che difficilmente deluderà coloro in cerca di un titolo di puro intrattenimento.  

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“Giovani Streghe” classe 1996 rimane un cult che ha stregato più di una generazione da scoprire o riscoprire, che difficilmente deluderà coloro in cerca di un titolo di puro intrattenimento.  
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