DIARIO – “Bright” il blockbuster mancato di NETFLIX

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Ci sono film che hanno una storia produttiva e distributiva più interessante del film stesso. Parlando di “Bright” ci si rende conto come la cosa meno interessante sia la pellicola diretta da David Ayer e interpretata da Will Smith. Il motivo di questo è riassumibile in una sola parola: NETFLIX. Il colosso americano del noleggio prima e dello streaming ora, in effetti sta facendo discutere parecchio da quando ha deciso di diventare produttore di contenuti esclusivi. Ecco quindi che l’idea iniziale di una videoteca in etere, si sta trasformando in un pacchetto per la fruizione di contenuti proprietari, che vanno dalle serie televisive ai film passando anche attraverso show di vario genere.

NETFLIX – Diario di un Cinefilo PigroNETFLIX dopo essersi re-inventata a scapito di illustri avversari come la catena di videoteche Blockbuster, per mantenere la posizione quasi monopolista acquisita, si vede obbligata a produrre contenuti che possano giungere, bypassando i confini di stati e nazioni, direttamente nei salotti dei loro clienti. “Bright” è forse la prima e decisiva dimostrazione di forza da parte del colosso dello streaming, nei confronti delle case di produzione e distribuzione cinematografiche, obbligate ora a confrontarsi con una nuova realtà agguerrita. Il film diretto da David Ayer serviva a tutti gli effetti maggiormente a NETFLIX che non agli utenti, perché è il titolo capace di sottolineare come l’azienda americana sia in grado di realizzare contenuti di alto profilo e non solo pensati per la televisione, o per un pubblico spiccatamente indie.

NETFLIX – Diario di un Cinefilo Pigro“Bright” è quindi la dichiarazione ufficiale che esiste una realtà produttiva altra avente tutti i mezzi, se non di più, per di proporre al pubblico uno spettacolo di qualità cinematografica nel salotto di casa. Certo prima del film con protagonista Will Smith e dal budget di novanta milioni di dollari, ci sono stati altri titoli ideati con lo stesso fine ultimo di andare oltre la produzione per la tv, come ad esempio “Okja” o “Message from the king”, “Death Note” e altri ancora. Resta il fatto che serviva effettivamente un blockbuster “classico”, quel tipo di film che smuove le masse da casa per andare al cinema, per dare un esempio di “forza bruta”. Questo è ciò che “Bright” punta ad essere riuscendoci pure, nonostante il risultato finale claudicante a livello qualitativo (certo alcuni gli si sono scagliati addosso forse anche troppo animatamente, ma bisogna rendersi conto che è una pellicola mediocre, non brutta, ma mediocre).

C’è qualcosa che non funziona nell’operazione “Bright” nonostante il successo dichiarato dai produttori, che sia proprio il metodo distributivo con cui il film arriva al suo pubblico?

NETFLIX ha gestito la sua più grande produzione proprio come fosse una pellicola cinematografica, nonostante la distribuzione sia avvenuta a livello globale il 22 dicembre 2017 direttamente nei salotti di milioni di persone. Infatti nei mesi che ne hanno preceduto l’uscita, si sono susseguite: notizie dal set, fotografie di backstage, interviste, trailer, speciali sulla produzione, spot tv (questi hanno un gusto ironico), insomma tutto quello che ci si aspetta da un ufficio marketing che conosce il proprio mestiere e che deve fare promozione. Poi arriva il giorno dell’uscita, le prime critiche più o meno positive e poi nel giro di poco tempo tutto l’entuasiamo (sempre che ci sia mai stato) svanisce. A un mese dall’uscita “Bright” ha già chiuso qualsiasi spunto di discussione su di esso, certo la qualità non altissima del film non contribuisce molto il passaparola, ma bisogna ammettere che nonostante NETFLIX abbia seguito il “bignami” delle grandi produzioni di questo tipo, essa si è esaurita nel giro di pochissimi giorni.

Il network americano in base alle sue statistiche di gradimento dei clienti ha già confermato il seguito, ma internet, i giornali, i blogger e tutti coloro che contribuiscono al passaparola lo hanno già dimenticato. Eppure stiamo parlando in un film fantasy con protagonista Will Smith e ricco di azione, quando film che escono al cinema con un richiamo minore presso il pubblico attecchiscono molto di più nella memoria dello stesso. C’è qualcosa che non funziona nell’operazione “Bright” nonostante il successo dichiarato dai produttori, che sia proprio il metodo distributivo con cui il film arriva al suo pubblico?

NETFLIX – Diario di un Cinefilo PigroQuando una persona va al cinema vive comunque una esperienza fuori dalla porta di casa. Per alcuni si tratta di una passeggiata per arrivare alla sala, per altri potrebbe essere una pizza con gli amici prima di entrare a vedere il film. Ecco quindi che alla visione si aggiunge una sorta di ritualità legata alla stessa che viene a mancare completamente quando un film lo si guarda su NETFLIX. Se quest’ultimo produce di tasca sua ottimi lavori, non è comunque riuscito ad andare oltre al suo più grande limite: il fatto di rimanere un videonoleggio, sofisticato e stratificato, ma pur sempre un videonoleggio. Quando vai al cinema a guardare un film, deficienti in sala permettendo, entri inconsciamente in una forma mentis che ti mette in contatto con quanto accade sullo schermo.

“Bright” è forse la prima e decisiva dimostrazione di forza da parte del colosso dello streaming, nei confronti delle case di produzione cinematografiche, che ora devono confrontarsi con una nuova realtà che allo stesso tempo è sia produttiva che distributiva.

A casa invece mentre uno guarda il film riceve una telefonata e quindi mette in pausa, oppure suonano al campanello o si distrae leggendo news sullo smartphone, arrivando così alla fine di quanto sta vedendo senza aver superato quella soglia che lo mette in contatto direttamente con la materia filmica. È forse questo il limite più grande di NETFLIX? L’impossibilità di cortocircuitare lo sguardo del pubblico dentro il film, farlo entrare in quello stato di evasione che oggi solamente la sala cinematografica riesce ancora a infondere in chi guarda, ridimensionando un film anche importante in uno dei tanti tasselli che compongono il menu di selezione. Probabilmente si.

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