Captain America: Civil War

Captain America: Civil War – Niente di nuovo, poco di buono

In questo “Captain America: Civil War” i Marvel Studios giocano completamente a carte scoperte con lo spettatore, non nascondendo più la serialità e nemmeno l’intercambiabilità tra personaggi e storie del loro “universo cinematografico condiviso”. Le regole del successo sono estremamente semplici e trovano in una verticalità produttiva il punto di forza, annientando qualsiasi trasversalità autoriale che possa dare interpretazione propria nei confronti del materiale di partenza (chi ha sempre criticato gli adattamenti tra media difficilmente potrà farlo con prodotti simili). Lentamente tutto diventa “piatto” e riconoscibile (e per questo ci sono voluti anni e lungimiranza), mettendo al centro una estetica comune tra i vari prodotti affiancata a una struttura in linea con le richieste del personaggio principale

Civil War – Diario di un Cinefilo Pigro

Il cinema non è più presente sullo schermo, ma relegato a luogo di fruizione solitaria o di gruppo del film. “Captain America – Civil War” non è altro che la conferma di come il linguaggio cinematografico venga piegato alle necessità del marketing collaterale, fatto di gadget e pupazzi. L’appagamento non è più principalmente visivo/narrativo, anzi questa parte è forse quella meno interessante, ma inizia quando il marketing virale si scatena, arrivando fino al momento in cui si comprano pop-corn e bibite a tema, dato che l’indotto collaterale è più importante della pellicola stessa.

Civil War – Diario di un Cinefilo Pigro

Nonostante lo sfoggio della visione 3D “Captain America – Civil War” procede orgogliosamente su di un tracciato bidimensionale da film d’azione poco ispirato, con più di qualche problema a livello di gestione delle scene di combattimento (e queste sono costituiscono quasi un 70% della pellicola, che vedono nella sequenza iniziale la più problematica al montaggio).

Civil War – Diario di un Cinefilo Pigro

La storia ha come fulcro la necessità di dover gestire il potere degli eroi, perché i danni che provocano sembrano essere maggiori dei meriti sul campo, la riflessione però su chi dovrebbe esercitare il controllo un eventuale controllo, vede in “Civil War” l’annullamento totale della parte politico/drammatica (la maggiormente interessante), risolvendo tutto in una rissa tra due squadre uomini mascherati (trasformando la pellicola in un filler in attesa del prossimo episodio dei vendicatori).

Civil War – Diario di un Cinefilo Pigro

A poco servono nuovi personaggi come la pantera nera o spider-man, che per quanto interessanti sono palesemente inseriti per aumentare il numero dei partecipanti allo scontro. Durante i titoli di coda, non si può fare a meno di ammettere che questo enorme spettacolo ad ogni modo funzioni, nonostante un antagonista “impalpabile” e una regia “soltanto” funzionale, a patto di accettare uno spettacolo fin troppo nei ranghi e che poco concede all’immaginazione cinematografica.

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