Bad Boys for Life

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Arrivati alla fine di “Bad Boys for Life”, viene da pensare che gli anni passano ma gli amici restano. Il vero problema del film diretto dalla coppia Adil El Arbi e Bilall Fallah sta proprio nel tempo trascorso dal secondo capitolo: troppo. La storia vede i due investigatori della polizia di Miami Mike Lowrey e Marcus Burnett, alle prese con un ultimo importante caso prima di appendere al chiodo il distintivo. Marcus che nel frattempo si era ritirato per godersi al meglio il suo nuovo status di nonno, deciderà di tornare in servizio per aiutare l’amico sulle tracce di un sicario che ha tentato di ucciderlo. Ad aiutare i due agenti, la squadra speciale AMMO della polizia di Miami. Più l’indagine andrà avanti e più i due dovranno ritrovare la loro amicizia e fare luce sul passato di Mike Lowrey. “Bad Boys for Life” è una commedia d’azione dal sapore orgogliosamente retrò, convita di poter far rivivere i fasti di un cinema che oggi non esiste più. I due registi omaggiano a più riprese i primi due capitoli della saga (al punto che questo episodio sembra il primo “svecchiato” visti che gli eventi sono gli stessi, sparatoria in discoteca annessa), ma allo stesso tempo cercano di aggiornarne le coordinate estetiche. L’obbiettivo? Creare un ponte con il buddy movie anni ’90 quasi del tutto sparito dopo la prima decade dei 2000 (a parte qualche esponente illustre come “Kiss Kiss Bang Bang“). Il risultato è una pellicola che spinge maggiormente sui toni comici della storia, non trascurando le scene d’azione che però non riescono veramente a brillare per personalità (va detto che sopratutto il primo “Bad Boys” faceva della massima resa con la minima spesa il suo cavallo di battaglia, mentre qui i soldi spesi si vedono tutti e si percepisce che sono molti). Se nei primi due film, ma soprattutto nel secondo (titolo che tra l’altro Michael Bay costruisce come un vero e proprio colossal, deflagrando praticamente ogni suo comparto in qello che più di un film dalla visione rivoluzionaria, sembra un’implosione fuoricontrollo di tecnica), la centralità era lo spettacolo pirotecnico trasformando in pretesto il collante tra una esplosione e la successiva, in questo nuovo capitolo l’ago della bilancia pende maggiormente sui momenti comico-narrativi, il che rende meno indigesto il tutto. Difficile credere che questo “Bad Boys for Life” potesse continuare mantenendosi ai livelli di rumorosità settati dai precedenti, soprattutto per via di un  Martin Lawrence nei panni di Marcus che non ha più il fisico adatto, al contrario del collega Will Smith, per rivestire ruoli d’azione. Ecco che quindi le scene maggiormente adrenaliniche sono per lo più incentrate su Smith e i componenti della Ammo. “Bad Boys for Life” ricorda in più punti il quarto capitolo della serie “Arma Letale” con le sue continue battute sulla pensione, ma non riesce mai veramente a raggiungere lo stesso equilibro tra comicità ed azione proprio del film di Donner. Il film diretto da Adil e Bilall regala comunque due ore di divertente spettacolo, che strizza l’occhio praticamente a chiunque stia cercando un buddy movie (ma che non ha pretese qualitative alte) condito con della discreta azione e un possibile slancio a una serialità che sembra quasi scontata visti i titoli di coda (ma che ammettiamolo spaventa visti i presupposti).

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5.9
10
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