Apocalypto – La corsa verso il futuro

Strana e snervante è la corsa di Zampa di giaguaro verso la libertà sottrattagli dalla sua stessa razza. Una lotta per la sopravvivenza che trova il suo motivo di compimento nel voler salvare la propria famiglia in pericolo, perché il futuro degli uomini passa attraverso la sopravvivenza dei figli. L’ultimo film di Mel Gibson continua la sua ossessionante ricerca di coerenza storica assoluta iniziata con “La Passione di Cristo”. Ecco quindi che nella ricostruzione della decadenza del popolo Maya, la cura nella ricostruzione dei particolari è altissima, arrivando fino a riesumare il linguaggio preistorico in disuso da allora. “Apocalypto” mostra attraverso gli occhi di un cacciatore e padre lo splendore che precede la fine di un’intera popolazione, la lenta distruzione compiuta dall’uomo una volta raggiunto il massimo splendore. Ma queste cose le intuiamo solamente, dato che la telecamera del regista australiano si concentra unicamente sul suo protagonista, raccontando una storia circolare che inizia e finisce con la libertà dello stesso di vivere la propria vita. La piccola epopea di Zampa di giaguaro tocca molti temi, ma si concentra soprattutto sulla continuità dello spirito umano, della vita del singolo individuo dopo la morte di chi lo ha creato. Vediamo infatti il protagonista compiere una sorta di percorso formativo nel quale assistiamo alla formazione del suo carattere, con la presa coscienza di non essere più un figlio ma un padre, da quel momento in poi la sua vita diviene importante proprio perché da essa dipende quella dei suoi successori. Tra marce strazianti attraverso la giungla (che si tramutano poi in una corsa contro il tempo per salvare e dare valore alla vita umana) e spazi fotografici che mozzano il fiato, il film di Mel Gibson per quanto ben realizzato convince solo a metà. Se da un lato rassicura vedere con quanta decisione sono girate e montate le scene che compongono questa sua quarta prova di regia, dall’altro vediamo tutto questo sprecato da una trama inesistente, o per meglio dire, troppo inconsistente per poter fare presa a dovere su qualsiasi tipo di spettatore, che pretende qualche mezzo ulteriore delle “semplici” immagini per comprendere le sfumature della vita di Zampa di giaguaro. Scorci indimenticabili si alternano a riprese convulse ed estenuanti, le quali riescono a creare e trasmettere la giusta atmosfera, ma il film diviso in due parti, interpretabili come una discesa ed ascesa del protagonista, divide anche lo spettatore al quale non resterà che comprendere se odiare o adorare tale opera. “Apocalypto” è il cinema che insegue lo sguardo per rapirlo, ma mentre compie questa missione si dimentica dell’osservatore.

Apocalypto
Apocalypto – La corsa verso il futuro
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  1. “ma il film diviso in due parti, interpretabili come una discesa ed ascesa del protagonista, divide anche lo spettatore al quale non resterà che comprendere se odiare o adorare tale opera. “Apocalypto” è il cinema che insegue lo sguardo per rapirlo, ma mentre compie questa missione si dimentica dell’osservatore.”

    concordo. noto con piacere la tua obiettività, dote ormai rara.

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