Robin Hood l’origine della leggenda

Questa nuova trasposizione di “Robin Hood” più che criticabile per il suo voler tentare di ammodernare a tutti i costi la figura del ladro di Sherwood, lo è per una messa in scena completamente sterile e derivata. La storia vede il giovane Robin di Loxley (Taron Edgerton) tornare a casa dalle crociate in quel di Nottingham, Inghilterra. Ad aspettarlo possedimenti confiscati e la sua promessa sposa che credutolo morto si è costruita una nuova vita. Come se questo non bastasse, troverà il popolo esausto e a tratti sull’orlo di una rivolta a causa degli enormi tributi chiesti dallo sceriffo locale.

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Forte dell’aiuto di un musulmano il giovane si trasformerà ben presto in un ladro e darà battaglia alla tirannia congiunta di stato e clero per ridare dignità al popolo. Diretto da Otto Bathurst “Robin Hood l’origine della leggenda” non è solamente una trasposizione scarsa, ma un vero e proprio film da prendere come esempio per comprendere cosa non si dovrebbe mai, sottolineiamo il mai, fare per ottenere una messa in scena quantomeno piacevole da una sceneggiatura di partenza imbarazzante. Il regista inglese al suo esordio cinematografico sbaglia semplicemente ogni cosa.

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Una messa in scena troppo patinata racconta a una serie di eventi che vorrebbero riscrivere il mito dell’arciere di Sherwood, ma che alla fine risultano fuori luogo nelle parti migliori del film. L’intera vicenda, mal supportata dalle prove attoriali dell’intero cast, fa del ridicolo involontario la propria cifra stilistica cercando di trasformare Robin Hood in Batman e Robin di Loxley in Bruce Wayne, senza ovviamente dimenticarsi di disseminare la storia di eventi che vedranno concludersi il loro arco narrativo in eventuali seguiti.

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“Robin Hood”, come se una regia inqualificabile e una sceneggiatura demente non bastassero come biglietto da visita, è un film che porta appresso anche le stigmate di una serialità pensata già in fase di scrittura che azzoppa un titolo che abbisognava di un inizio e una fine ben precisi. Vuoto e montato con un impiego casuale di rallentatore ed effetti speciali, la pellicola mette in scena un racconto che non si guarda ma si subisce, facendoci rimpiangere anche le trasposizioni passate meno riuscite dedicate al ladro di Sherwood.

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Robin Hood l’origine della leggenda
5.5
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