Le streghe di Salem

Cinema horror dalle ambizioni autoriali quello che mette sul piatto questo film di Rob Zombie. “Le streghe di Salem” ha una trama ridotta ai minimi termini e si tiene distante dal tentativo di approfondire qualsiasi tematica che da essa potrebbe partire. Il rifiuto ad andare oltre la patina dell’immagine, viene evidenziato anche dalla mala gestione dei personaggi di contorno (si pensi allo scrittore). La storia del film parte nel passato, in una notte dove un gruppo di streghe viene arrestato e giustiziato. Prima di morire una maledizione viene lanciata. Questa colpirà tutta la futura genia di Salem e del reverendo Hawthorne, il sacerdote giustiziere. Ai giorni nostri la deejay radiofonica Heidi Hawthorne (Sheri Moon Zombie) scoprirà suo malgrado di essere designata a partorire il figlio del demonio, riportando in vita “I signori di Salem”. Rob Zombie rischia molto con questa pellicola, lo fa in modo incosciente e raggiungendo un risultato incoerente sul piano narrativo. Anzi a tratti imbarazzante. Allo stesso tempo permette al direttore della fotografia, Brandon Trost, di dare alla pellicola un look visivo elegante, con scelte di inquadratura e giochi di luce che raramente vengono concessi a pellicole di genere. “Le streghe di Salem” però non riesce veramente mai ad appassionare. Qualcuno potrebbe sottolineare che magari non era questo l’intento, che lo scopo ultimo della pellicola è inquietare. Di fatto non riesce nemmeno in questo ed è la cosa più imperdonabile (dato che i presupposti iniziali lasciavano ben sperare). Rob Zombie in questo film conferma di essere conoscitore del cinema e della sua storia, inserendo in ogni sequenza una citazione, o un rimando a qualcosa del passato. Purtroppo però emerge anche l’incapacità di gestire qualcosa fuori dalla sua portata, andando a diluire la portata del racconto fino all’annullamento dello stesso. Il lugubre e macabro inizio si trasforma in una orgia di accesi colori al neon che difficilmente riesco a trasmettere una qualsivoglia inquietudine o terrore primordiale, rimanendo incastrati in una patina estetica affascinante ma non incisiva. O forse le “Streghe di Salem” parla proprio di questo, di quanto ormai l’orrore, la blasfemia, la stregoneria sia cosa assodata nella cultura popolare, al punto da essersi resa indistinguibile agli occhi di chi guarda. Al punto che anche un rito satanico può essere letto come un “semplice” omicidio di massa. Ma la sensazione durante lo scorrere dei crediti è quella di aver assistito ad un esercizio stilistico fuori controllo. E questa cosa sicuramente a qualcuno piacerà, anzi prima o poi “Le streghe di Salem” sarà scambiato per quello che non è, un capolavoro horror.

Pro

  • Zombie rischia realizzando un film fuori dalle sue capacità.
  • Visivamente appagante come pochi horror…

Contro

  • …purtroppo però l’estetica è l’unica cosa che ha da offrire
cinefilopigro
Le streghe di Salem
6.5
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